Arte: pittura e scultura. Ritratto di Piera Legnaghi, veronese.
di adminPunto di partenza questo, che ha gratificato Piera, aprendo le porte al nuovo, con la produzione su commissione e con una serie di mostre, in Europa e negli Stati Uniti. Se Piera è artista, è anche – bene conoscendo la propria attività – maestra in filosofia dell’Arte e, in tale veste, che le dobbiamo riconoscere, ci spiega, sia dell’Arte, che del suo impegno: ”Nelle mie sculture ‘esterne’, la natura è parte integrante dell’opera stessa, in una ricerca di armonia, fra la cosiddetta ‘opera narrata’ ed il creato, in cui, lo spazio non viene aggredito, ma misurato, con un metro musicale e poetico, usato con dolcezza ed amore. La scultura è relazione con lo spazio, con il tempo, con l’ambiente, con le persone e con me stessa. La scultura definisce lo spazio, lo rende vivo e costituisce il mio modo di relazionarmi: delimito e do forma a me stessa, per definire ed identificare l’altro da me. L’opera d’arte nasce, rendendo fisica un’idea, un’emozione e ciò, che è invisibile al nostro sguardo, perché forma, nella materia, interpretando un attimo di tale divenire, che è la vita, di cui l’opera ne è infinitesima particella. L’artista lavora nella materia-colore, sull’energia sottile, che non si vede e non si tocca, lavora, in altre parole, con le emozioni e con il cuore. L’opera esterna è opera sociale. La piccola scultura appartiene solo a te, è più intima. Le piccole sculture sono emozioni da vivere, nella propria casa, nel proprio rifugio…”. In questo quadro, che trasporta nel meglio, in quell’etereo straordinario, in quel sereno eterno, che l’Arte, con le sue forme, i suoi colori ed i suoi stili, sa offrire, Legnaghi ha creato, vent’anni orsono, volgendo l’attenzione al Prossimo, l’Associazione culturale “Arte e Creatività” – che significa vivere creativamente con se stesso e con gli Altri, colpiti da varie problematiche, per fare emergere capacità, con approccio riabilitativo, in Case di Riposo, di Verona e provincia. Arte, dunque, vissuta, sentita, ma, anche trasferita, con massima attenzione, a chi, sofferente, con handicap o disagio, è vicino a noi, per ridonargli “consapevolezza e benessere”.
Pierantonio Braggio
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