San Filippo Neri, a Verona. Celebrata, il 26 maggio 2019, con grande Messa, la festa del Santo, nell’antico quartiere “
di adminE, dicendo “Filippini”, un veronese capisce immediatamente e bene, quasi, con orgoglio, di che si tratta… La Congregazione, la Parrocchia, il Quartiere tutto, quindi, festeggiano annualmente, il loro Santo, San Filippo, che, al tempo, è co-patrono di Verona e patrono dei sacerdoti veronesi. In tale quadro, non poteva mancare una Santa Messa solenne, celebrata dal vescovo di Verona, mons. Giuseppe Zenti, e da don Michele Nicolis, preposito della Congregazione, accompagnata dal canto del Coro Lorenzo Perosi: una celebrazione particolare e commovente, profondamente sentita dai numerosissimi presenti, che, quindi, hanno seguito, in processione, la statua di San Filippo Neri – nella foto, di cui sopra, a cura di Francesco Nisi – creando così, un unicum, visto che è, appunto, la Parrocchia dei Filippini – eccellentemente guidata da don Samuele Berta – unica a potere sentirsi onorata di portare il proprio Santo, attraverso le vie del proprio Quartiere. Processione, che continua una delle migliori tradizioni religiose veronesi – ricordiamo benissimo la frequentatissima processione del “Corpus Domini”…! Non sappiamo, se in un quadro, in cui, giustamente, si vuole domini l’umiltà, si possano fare elogi, ma non possiamo esimerci dal complimentarci cordialmente con i Padri di San Filippo, che con la celebrazione, sopra brevemente descritta, ma degna di massima ammirazione, hanno rinnovato una tradizione, che la gente ama e che ha dimostrato di profondamente apprezzare. Cogliamo l’occasione, per proporre, di seguito, una pur breve, ma, doverosa biografia di San Filippo Neri, tratta da “il Messalino, sulla tua parola”, maggio-giugno 2019, p. 299, SHALOM Editrice, Camerata Picena, che ringraziamo: “Filippo nasce a Firenze il 21 luglio 1515. Sono poche le notizie sulla sua infanzia. Una delle poche testimonianze, che ci sono giunte, è quella della sorella Elisabetta, che lo descrive di carattere allegro e altruista, tanto da essere soprannominato “Pippo il buono”. Si trasferisce a Roma, dove viene a contatto con una città corrotta e pericolosa. Sono gli anni della Controriforma. Filippo s’impegna come precettore in casa di un uomo d’affari fiorentino, frequenta corsi di teologia e di filosofi, alla Sapienza, e visita catacombe ed antiche basiliche. Nel suo cuore, si fa spazio il desiderio di dedicare la vita a Dio e, nel maggio 1551, è ordinato sacerdote, entrando nella Comunità dei Preti della Chiesa di San Girolamo della Carità. Ha inizio un’esperienza pastorale significativa, che lo vede impegnato nella direzione spirituale delle persone più bisognose, nella Confessione e nella spiegazione della parola di Dio. Raduna attorno a sé un gruppo do ragazzi d strada, avvicinandoli alle celebrazioni liturgiche e facendoli divertire, cantando e giocando, in quella, che, in seguito, diverrà la Congregazione dell’Oratorio. Per il suo carattere gioviale è chiamato il “santo della gioia” o il “giullare di Dio”. Filippo Neri Muore a Roma, nel 1596”. L’occasione ci è gradita per congratularci con don Michele Nicolis, che, con la solenne Messa, ha, al tempo, festeggiato anche i suoi diciassette anni di sacerdozio.
Pierantonio Braggio
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