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ECONOMIA CIRCOLARE NELLA GESTIONE DEI DEPURATORI: IN VENETO IL COORDINAMENTO DELL’INNOVAZIONE EUROPEA

di admin
“Ancora una volta il Veneto si dimostra realtà virtuosa con questo progetto che riguarda la depurazione: grazie alla sinergia messa in campo abbiamo ottenuto un grande risultato che andrà a beneficio di tutti recupero, con forti impatti economici e sociali, oltre che ambientali, che andremo chiaramente a quantificare nell’ambito del progetto”.

“Il ruolo delle water utilities in SMART-Plant – ha spiegato il presidente di ATS Fighera – è dimostrare come le nostre aziende possono trarre forte valore aggiunto dalla depurazione, visto in passato come un settore marginale del servizio idrico. Essendo una realtà costituita da soci pubblici possiamo e dobbiamo aspirare ad essere primi attori nel mercato circolare, rendendo un servizio più sostenibile all’utente e alle generazioni future. Un importante punto di forza di questo progetto è il mix equilibrato nella collaborazione tra realtà pubbliche come Università ed ATS e le PMI private del territorio: SMART-Plant dimostra come l’Italia ed il Veneto possono essere capofila di innovazione a livello europeo”.

“Il depuratore di Carbonera – ha aggiunto Renzi – diventerà la macchina operativa del progetto. Oltre a depurare i composti inquinanti con maggiore efficienza e minori costi, avremo in particolare un recupero biologico di fosforo e di biopolimeri. Il primo è un importante componente essenziale dei concimi e dei mangimi animali, le cui riserve mondiali sono in via di esaurimento. La produzione di biopolimeri da scarti di depurazione consentirebbe una riduzione dei fanghi da smaltire del 30-40% e la conseguente produzione di plastica non più a partire dal petrolio ma dagli scarti dei nostri scarichi. Il nostro ruolo in SMART-Plant è quantificare i benefici ambientali ed economici di tali tecnologie, da condividere poi con le altre aziende del Servizio Idrico italiane”.

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