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Restaurato “Il piccolo mercato” di Leandro dal Ponte, detto Bassano.

di admin
Il capolavoro impreziosisce la sala-conferenze dell'Accademia di Agricoltura, Scienze e Lettere, Verona.

"Il piccolo mercato", è stato realizzato nella Bottega di Jacopo dal Ponte, detto Bassano (1510-1592), e, più precisamente, dal figlio di Jacopo, Leandro (1557-1622), negli anni 1580-1585. Il grande lavoro – raffigurazione pittorica, dettagliata e straordinaria dell’animazione, che creava quanto il mondo rurale del Millecinquecento proponeva al mercato – è tornato, restaurato e ridente, a donare bellezza alla sala-conferenze dell’Accademia di Agricoltura, Scienze e Lettere di Verona. Lo hanno presentato ufficialmente il presidente dell’Accademia, Claudio Carcereri de Prati, in presenza di Antonia Pavesi, delegato alla Cultura del Comune di Verona, il pomeriggio del 9 luglio 2015. L’importante opera, ora riposta sulla parete assegnatale sino dai lontani anni 1954-1955, è di proprietà dei Musei Civici di Verona e, come tale, è stata riportata a corretta leggibilità a cura del Comune di Verona e dai suoi Musei, sotto la supervisione di Paola Marini e di Ettore Napione, a cura di Isabella Bellinazzo e di Alessandra Zambaldo. Il capolavoro, si trovava in miserrime condizioni, sia perché oscurato dalla polvere dei tempi, sia in quanto coperto di una vecchia vernice, che lo faceva apparire ingiallito, sia perché, quando fu applicato alla parete di Palazzo Erbisti, onde sistemarlo nello spazio non adatto alla sua ampiezza, fu ridotto ai lati di destra e di sinistra, piegando gli stessi ed fissandolo con chiodi… Ottime le relazioni della direttrice dei Musei, Paola Martini e del conservatore alle Raccolte civiche veronesi Ettore Napione, i quali avendo personalmente seguito, come accennato, i lavori di ripristino, hanno offerto numerosi dettagli sia sul Pittore, sia sull’attenzione richiesta dal restauro stesso. Il capolavoro si può oggi ammirare nella sua ritrovata bellezza: presenta, come cennato, un’affollata e movimentata scena d’un mercato del tempo, che proponeva, ovviamente, una grande varietà di prodotti agricoli e di animali da cortile, con particolari, che creano una vera atmosfera, di quella campagna, che, con quanto produceva ed offriva – come, del resto avviene oggi – è madre di vita. Ha detto bene il presidente Carcereri de Prati, sottolineando che l’avvenuto restauro onora l’Accademia, visto che la stessa fu fondata nel 1768, con lo scopo di dare nuovo impulso al lavoro della terra del tempo. Importante, quindi, l’intervento del Soprintendente alle Belle Arti, Fabrizio Magani, che apprezzando il rientro del magnifico dipinto in un ambiente, creato, appunto, per dare spinta innovativa al modo agricolo, ha sottolineato come sia auspicabile una rassegna, che descriva e ponga in luce l’agricoltura in tutti i suoi aspetti – terra, acqua, lavoro, semina, coltivazione, raccolto e allevamento… Una manifestazione, che sinora è mancata, che manca e che riteniamo profondamente didattica, per giovani ed adulti, in un’era, in cui l’uomo sembra trovare sostentamento solo nel progresso tecnico, mentre, senza l’apporto essenziale del segmento agricolo, non avrebbe di che vivere. Comunque: l’arte della pittura ci ha fatto riflettere attentamente – e ne siamo altamente soddisfatti! – sulla benemerita attività del mondo dell’agricoltura…!

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