L’indipendenza o le riforme!
di adminUna lingua in comune non è condizione necessaria per essere un solo Stato. Gli Stati come unità politiche hanno prodotto guerre su guerre e gli accorpamenti di popoli sono stati un bagno di sangue che nei secoli i vari monarchi assoluti hanno perseguito per mere potenzialità belliche. Oggi gli stati uniti del mondo sono una realtà, dato che il progresso scientifico ha reso di fatto evidente che la specie umana è confinata su questa piccola Terra e che per centinaia di milioni di anni luce non esiste altra possibilità di vita, ammesso che essa altrove esista. Siamo costretti a convivere per razze ed idiomi su questo casa comune, quindi bando alla superiorità per razze o armamenti e poniamoci di fronte alla ricerca del benessere comune più esteso possibile. Tutti dobbiamo collaborare per un clima globale che non si alteri troppo in fretta che ne va della vita stessa di tutta la specie umana. Ragionare quindi per piccole aree è anacronistico. Eppure non dimeno, questa crisi economica globale, ha evidenziato come piccoli nuclei di Paesi o di popoli sono in grado di trovare una risposta diversa ai guai di una globalizzazione spinta ed imposta con le armi del denaro e della cultura imperante. Oggiservono riforme, oggi la crisi economica fa venir meno una coesione sociale e si ricerca, quasi come fossimo una larga famiglia patriarcale, di valorizzare sempre più i tratti distintivi delle nostre comunità o campanili. In Italia le spinte indipendentiste hanno ragione se non si fanno le riforme per rende più vicini, il nord ed il sud del Paese, se la ricchezza non viene ripartita equamente seguendo un principio di meritocrazia sociale, ove chi più si impegna per la società ed il suo progresso globale più merita. Nello specifico della quotidianità politica quindi il Renzi pro tempore deve affannarsi a fare le riforme più in fretta che puo e meglio che può perché solo questo ritarderà o impedirà la ricerca di un anelito vitale che è la ricerca di stringersi attorno ai propri valori e di rifiutare o rallentare l’ingresso di valori culturali di altre società. L’unità di un modulo monetario ( ad es. L’euro), o di accordo economico (ad es. il Nafta), e la ricchezza che ad alcuni soggetti queste ricerche portano, consentendo di creare una sorta di trait d’union tra i popoli, non sono che solo un timido palliativo di ricercare una comunione in fretta ed in furia per nascondere le differenze tra i popoli che emergeranno naturalmente e che sono il sale della vita. Diceva Papa Francesco che gli piacerebbe considerare l’umanità come un poliedro dove si raggiungono un crescente numero di facce ma non si raggiunge mai la sfericità, a significare che non si raggiunge mai l’uniformità e l’uniformismo che rende tutti uguali ed indistinti come i punti di una sfera. Avanti dunque con le riforme che consentano di mantenere l’identità dei popoli e delle razze, una continuità di riforme verso un contesto di crescita umana e non solo economica. Oggi la dignità dell’uomo è costretta in spazi angusti quando non violata, la globalizzazione se rende difficili guerre su larga scala va verso la distruzione delle identità popolari, perché tutto deve diventare un grande cortile mercatale, in cui i gusti sono uniformati dal merchandising e viene tollerata al massimo una eccentricità individuale. Nella Repubblica italiana, molti stanno barando e rimane difficile credere alle pur necessarie riforme, anzi quelle che stanno intervenendo vanno contro lo spazio vitale individuale e sociale, per cui non si può più rimanere osservatori increduli dello sfascio, occorre a gire e ricostruire la variegata cultura italiana partendo dal valorizzare le realtà più coese. Avanti dunque con le riforme, ma non si aspetti quello che oggi, con gli attori politici vincolati al canovaccio post bellico, non potrà essere e si lavori democraticamente e pacificamente per capire l’importanza dell’indipendenza politica di popoli come alternativa allo sfacelo umanitario che si profila per ragioni globali e per l’incompetenza della struttura di governace politica al potere in Italia.
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