LAVORO: VENETO, DISOCCUPAZIONE GIOVANILE AL 23,7%, TRIPLICATA DAL 2007. A PADOVA DALL’11,4 AL 20,7%
di admin«Sul lavoro siamo all’emergenza per i giovani. I dati fotografano un Paese senza futuro, in cui l’estero è l’unica via di sbocco per le nuove generazioni e per chi vuole fare impresa. Vogliamo avere la possibilità di rimanere qui, ma per farlo bisogna mettere mano all’Italia in modo strutturale». Così il presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria Padova, Rodolfo Cetera commenta l’impennata della disoccupazione giovanile negli anni della crisi, giunta a novembre al 41,6% tra i giovani attivi (comprendono occupati e disoccupati in cerca attivamente di lavoro, fra i 15 e i 24 anni), rispetto alla media Ue del 24,3%. Un quadro ancora più fosco se si considerano gli oltre due milioni di Neet, giovani tra i 15 e i 29 anni che in Italia non studiano, non lavorano e non si formano.
Una curva tutta in salita anche nel Nord Est produttivo. In Veneto il tasso di disoccupazione giovanile è quasi triplicato in cinque anni, dall’8,4% nel 2007 al 23,7% nel 2012 (ultimo dato disponibile), con un balzo di 15,3 punti: quasi uno su quattro dei giovani attivi è senza lavoro. A Padova il salto è stato dall’11,4% al 20,7% (9,3 punti).
Una situazione che, secondo Cetera, a livello nazionale la politica sta ignorando. «Non c’è più tempo. Abbiamo atteso fin troppo un cambiamento mai arrivato. Servono azioni incisive subito. Governo e parlamento abbiano uno scatto di dignità e coraggio. Il dibattito suscitato dal Jobs Act si traduca in politiche attive, subito».
Dal Veneto manifatturiero arriva la frustrazione e l’appello alla politica per l’esclusione dall’accesso ai fondi della Youth Garantee (Garanzia Giovani), il piano europeo per la lotta alla disoccupazione giovanile che porterà in dote all’Italia 1,5 miliardi tra 2014 e 2015 e che prevede per ogni giovane una proposta occupazionale o formativa. «È paradossale l’esclusione del Veneto – dichiara Cetera – unica regione in Italia, perché il tasso di disoccupazione giovanile nel 2012 era inferiore alla soglia del 25%, pur sfiorandola, e comunque superiore alla media Ue. È una penalizzazione inaccettabile. Il Veneto ha fatto meglio di altre regioni sul fronte dell’orientamento, della formazione, dell’integrazione scuola-lavoro, e questo oggi ci si ritorce contro. I parlamentari veneti si facciano carico di rappresentare questo paradosso e di verificare fino in fondo la possibilità che le province escluse siano ammesse ai finanziamenti di Garanzia Giovani attraverso le porte secondarie previste dal regolamento».
«Di quali altri segnali c’è bisogno per un cambio di passo? – conclude il presidente dei Giovani di Confindustria Padova -. Confindustria in modo responsabile ha fornito analisi, proposto interventi di politica economica e industriale, fatto richieste puntuali su revisione della spesa, costi della politica, taglio della pressione fiscale su lavoro e imprese. Con quale risultato? Equilibrismi e scarsa capacità decisionale, mentre il Paese affonda e il lavoro non si crea. La pazienza è al limite. Alle parole seguano fatti e riforme subito».
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