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L’Accademia di Agricoltura, Scienze e Lettere di Verona a Montecchia di Crosara: coltivazione del ciliegio e Mercato Cerasicolo.

di admin
Finalmente gustato il tradizionalissimo “pamóio”.

Nel quadro dell’attività di promozione della conoscenza della campagna e dei suoi prodotti, l’Accademia di Agricoltura, Scienze e Lettere, nella persona del suo presidente Galeazzo Sciarretta, ha condotto un folto gruppo di appassionati nella feconda terra di Colognola ai Colli e di Montecchia di Crosara, per un contatto diretto con i coltivatori di ciliegi. L’uscita è parte di una catena di oltre quindici, già realizzate a cura dell’Accademia. L’occasione è stata propizia per ricordare il grande studioso, in particolare, della ciliegia e delle sue varietà, anche creandone di nuove, il prof. Giorgio Bargioni (1925-2012), che, attivo per decenni nel Veronese, fondò l’Istituto Sperimentale di Frutticoltura della Provincia di Verona. Hanno ricordato l’opera dell’insigne ricercatore e maestro il presidente Sciarretta, Luciano Bonuzzi, esperto in storia dell’agricoltura ed in alimentazione, Antonio Stoppele – che, oggi direttore del Mercato Cerasicolo di Montecchia di Crosara, ebbe Bargioni come docente universitario – e Paolo Ugo Braggio, che ha esposto anche dettagli sulla cerasicoltura e sulla conformazione geologica del Veronese.
La coltivazione della ciliegia è stata esaminata, in ogni suo aspetto, nell’Azienda Agricola Dalla Chiara di Colognola ai Colli, sotto la guida tecnica del proprietario e dello stesso Stoppele. La campagna proponeva una visione magnifica: fra verde paesaggio e viti di “gargànega”, madre del “Soave”, dominavano 350 rigogliosi ciliegi, che a dimora in filari e dell’altezza di circa tre metri ciascuno (per facilitare il raccolto), presentavano innumeri e brillanti perle rosse o gialle, a seconda della varietà o del periodo di maturazione, definito, per tale motivo, “a scala”. Si tratta di ciliegi ottenuti con la tecnica dell’innesto, onde ricavarne frutto di diverse varietà, tenuto conto del clima e del terreno locale, come, ad esempio Adriana – creata dallo stesso Bargioni – Burlat, Bux, Ferrovia, Great star, Giorgia, Gisella 6, Kordia, Monroe, Mora… Fra le varietà di ciliegio dal migliore risultato in età matura emergono nella zona Ferrovia e Kordia…
La coltivazione di tali piante – su un terreno che si trova a circa 80 metri sul livello del mare – avviene al coperto, per evitare che le troppe precipitazioni provochino la spaccatura o cracking delle drupe, mentre ai capi dei lunghi filari, l’interspazio fra filare e filare, è chiuso da reti, per riparare il frutto maturo del Prunus avium dall’attenzione degli uccelli… Precedono tali cure la concimazione, la studiata potatura, i trattamenti e la raccolta, eseguita a mano… Un ulteriore impegno per l’agricoltore: per favorire una corretta e congrua impollinazione, si allocano fra i ciliegi in fiore alcuni alveari o colonie di bombi, che, ottimi bottinatori, fanno, per loro natura, quanto di meglio occorre per l’ottimale produttività delle piante. Un ‘sopralluogo’ in situ, quello all’Azienda Dalla Chiara, che ha conferito al numeroso ed interessato gruppo in visita un momento di conoscenza diretta della campagna, ma anche dell’impegno e del sacrificio che la stessa richiede.
Molto cordiale è stata l’accoglienza accordata dal sindaco di Montecchia di Crosara, Edoardo Pallaro, che, ringraziando per l’interesse dimostrato alla sua terra, ha proposto un ottimo “Durello”… Spumante, questo, derivante dall’antica, storica, uva “durèla” di Lessinia, oggi fortunatamente riscoperta e donatrice di un vino caratteristico del luogo, che va assaporato nel suo magnifico territorio di produzione, per essere motivatamente apprezzato. Interessantissimo, pieno di memorie, di storia e di ottime riproduzioni a colori è il volume il Duomo di Santa Maria in Montecchia di Crosara, uscito nel 2012, che il Sindaco ha voluto gentilmente offrire ai presenti. Durante la visita in Municipio, si è saputo che a Montecchia si terrà, nei giorni 7-10 giugno, la “79ª Mostra e Festa della Ciliegia”, con tanto di “2ª Marciliegia”, camminata tra i colli di Montecchia – 333 1767885 e 349 5105952.
In una tale cornice, dominata dal territorio nelle sue attrattive angolazioni, il presidente dalla locale Confraternita del Pamójo, Giamberto Bochese e Antonio Stoppele, hanno proposto la degustazione del tradizionale pamójo – saporita minestra di “bródo fàto de aqua, patate e sucói, désfrìto de scalògno, conserva de pomidoro e lardo, bóìdi on pàro de ore, métèndoghe sóra Monte Veronese stravècio, gratà co’ la gratacasóla”… Ottimi, poi, i figadìni co’ pólènta e spèssatìn, essendo il tutto innaffiato da ottimo rosso e dalla già lodata tentazione, chiamata “Durello”. La citata Confraternita, creata nel 1999, ha scopo esclusivamente di beneficienza, in loco ed all’estero.
La visita al “Mercato Cerasicolo” è stata una vera e propria lezione pratica di economia, che, attraverso i dettagli offerti dal direttore Stoppele, ha permesso di conoscere diversi particolari della poco nota commercializzazione del frutto “ciliegia”: dalla consegna da parte del produttore alle varietà e allo stato di maturazione della drupa, dalle caratteristiche e qualità esteriori alla pezzatura ed al confezionamento, dalla fissazione del prezzo, offerto dall’acquirente, alla pesatura, sino alla conclusione del contratto… Non basta, quindi, disporre del prodotto – il primo sperato raccolto di quest’anno è stato danneggiato dalle recenti ed insistenti piogge – ma l’agricoltore deve pure provvedere alla sua commercializzazione…
Un’uscita, quindi, che ha grandemente contribuito al migliore rapporto fra cittadino e campagna, madre della vita e, attraverso l’agricoltore, custode diretta del territorio.

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