L’ORCHESTRA TITANIC. L’ITALIA E IL MEDITERRANEO
di adminOltre 100 giovani in scena a recitare, danzare, cantare e suonare in uno spettacolo di beneficenza a favore di Fevoss – Federazione dei Servizi di Volontariato Socio Sanitario per il progetto di trasporto anziani e disabili “Solidarietà in viaggio”. Viene presentato in anteprima al Teatro Camploy, lunedì 20 maggio (alle 20.30) lo spettacolo “L’orchestra Titanic. L’Italia e il Mediterraneo”. L’iniziativa, che gode del patrocinio del Comune di Verona, è promossa dall’Istituto Comprensivo Statale “G. Pascoli” di Grezzana in collaborazione con il Conservatorio Statale di Musica “E.F. Dall’Abaco” e con l’Accademia di Belle Arti di Verona “G.B. Cignaroli”.
La fantasia è il tema principale della rappresentazione, attraverso di essa è possibile viaggiare e ampliare la conoscenza della tradizione artistico-musicale delle popolazioni che vivono nel bacino del Mediterraneo. Protagonisti sulla scena sono i ragazzi al secondo e terzo anno dell’istituto della Valpantena che frequentano l’indirizzo musicale e i laboratori di teatro, danza e canto a completamento del loro percorso formativo. Insieme sul palcoscenico recitano, danzano e cantano dal vivo in una vecchia stazione abbandonata. Da lì passano, senza mai fermarsi, i treni sui quali cinque personaggi vorrebbero salire per raggiungere Spagna, Italia, Croazia, Albania e Israele. Gli unici mezzi a loro disposizione per fuggire da quel luogo sono tuttavia la fantasia e un mago esperto in escapologia. Nel frattempo, l’orchestra Titanic suona anche dopo l’affondamento della nave: è composta da 60 musicisti che, con i loro strumenti, accompagnano la narrazione e le danze tradizionali (dalla antzina spagnola all’harimon israeliano passando dalla tarantella del villaggio alla bergamasca, dalla raza plava croata alla valle e luleve albanese) di 20 giovani ballerini. Le voci di 20 ragazze intonano i canti della tradizione italiana.
La scenografia mostra la stazione in abbandono con oggetti realizzati dagli stessi studenti utilizzando materiali di recupero: sedie ricoperte di cartone disegnato, custodie di strumenti lasciati in disparte, un orologio a scandire lo scorrere del tempo. Gli arrangiamenti sono stati curati per l’occasione da Giannantonio Mutto, docente del Conservatorio. Lo spettacolo, liberamente tratto da un’opera di Hristo Boytchev, è diretto e curato nelle scenografie e nella regia da Rachele Faccini, studentessa dell’Accademia di Belle Arti, come elaborato della sua tesi di laurea. Autore del disegno presente sulla locandina, una nave dai cui camini escono note musicali, è lo studente Gennaro Metushi.
Ingresso libero.
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