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La “botte più grande del mondo” a Verona. “Guinness dei Primati”, essa domina nelle Cantine Menegolli, Valpantena, Verona.

di admin
C’è crisi, ma c’è anche chi, come Luigi Menegolli, non solo crede nel buon vino, ma, da esperto imprenditore, ha anche fiducia nella ripresa dell’economia. La sua iniziativa, in Valpantena, ha creato, crea e creerà occupazione, arricchendo la zona.

Disponendo di un vigneto di 30 ettari – in zona “allargata Valpolicella”, in cui si produce, appunto, la nota uva ‘corvina’, la ‘rondinella’ e la ‘molinara’, basi di partenza per un buon reciòto e per un ottimo amarone DOC – Menegolli ha dato forma ad una grande cantina di due piani, ciascuno di 2500 mq., e profonda 11 m., circondata di doppio muro antiumidità. Il primo piano della stessa ospita botti in acciaio, il secondo botti in rovere. Annesso è un complesso edilizio, destinato a diventare agriturismo, nel bel mezzo d’una grande e verde conca – via Ponte Florio, Verona – dalla quale è possibile ammirare feconde colline, in parte a vigneto, che sulla loro destra ospitano il castello scaligero di Montorio. Al centro della grande cantina, dalle mura in cotto, impreziosite da ben 62 affreschi a lunetta – frutto del lavoro di due anni, da parte di due artisti – e dal pavimento in granito, domina un botte straordinaria, “la più grande del mondo”, già piena di 42.900 litri di straordinario Valpolicella e certificata come “Guinness dei Primati”, con tanto di diploma, confermato da Lorenzo Veltri, giudice ufficiale incaricato del Guinness World Records di Londra. L’immenso contenitore – circondato da 800 botti minori, che contengono un totale di due milioni e mezzo di litri di vino DOC – è stato costruito con legni speciali, provenienti da diversi Paesi d’Europa, per cui, tale botte “mondiale” può senz’altro essere definita “europea”. La ”Botte dei Primati”, orizzontalmente posizionata, porta sia sul lato destro, che su quello sinistro, una formella in legno ed in rilievo, eseguite dall’artista veronese Sergio Pasetto, e raffiguranti il bacio fra Giulietta e Romeo, sul margine del famoso balcone della Casa di Giulietta. Sotto le formelle, domina un bell’ “Anno 2013”. E’ già previsto che il vino che si estrarrà da tale eccezionale botte sarà denominato “Vino Giulietta e Romeo”.
Quanto agli affreschi citati, dipinti in modo perfetto e piacevolmente leggibile, nonché destinati ad adornare eccellentemente le 5 grandi sale della nuova cantina,
essi sono dedicati rispettivamente alla religione cristiana, alla mitologia greca, al lavoro in campagna, alle città ed al turismo. Da notare che in una lunetta, quella dedicata alla lavorazione della terra, appare l’ideatore del tutto, Luigi Menegolli, che, da giovane, guida due buoi all’aratro, mentre alcune lunette riproducono aspetti rilevanti di piazza San Marco, Venezia, in ogni dettaglio. E l’eternamente straordinaria Venezia è presente non a caso, avendo la cosa, che di seguito ci piace segnalare, una stretta relazione con il prodotto dell’uva: dalla fine del 1800, un ambulante mesceva vino in piazza San Marco. Tuttavia, onde il vino rimanesse fresco o non perdesse le sue caratteristiche, a causa della calda temperatura estiva, egli spostava la sua bancarella nelle zone d’ombra, create dal campanile di San Marco, a seconda del movimento del sole. Fu da tale iniziativa, che si diffuse in Venezia, e in parte delle sue terre – vedi, per esempio il Trevigiano – l’abitudine di chiedere non “ ‘n bicér ”, come avviene nel Veronese, ma “ ‘n’ómbra “ di vino… C’è da chiedersi se, presso Menegolli, si berranno “ombre” o “bicéri”…
Oggi, comunque, Verona si onora di un’ulteriore monumento, peraltro, esternamente, tutto in stile romano e bene inserito nel territorio, che è e sarà eterna lode al “vino”, quale materia prima che, in molte zone del Veronese e, nel caso in parola, in Valpantena, contribuisce a fare fiorire l’economia ed il benessere sociale.

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