La mediazione nelle liti civili e commerciali e nelle controversie tra utenti ed operatori di telecomunicazioni
di adminIn apertura dell’incontro, Daniela Mazzotta, responsabile del Servizio Regolazione del Mercato della Camera di Commercio, dopo aver ringraziato la Presidente della Circoscrizione, Daniela Drudi, e la Presidente della Commissione Servizi Sociali, Daniela Palumbo, della collaborazione prestata alla realizzazione dell’iniziativa, ha esposto alcuni dati sullo stato della giustizia civile in Italia: con una durata media di 1.210 giorni, e costi pari quasi al 30% del valore delle controversie, l’Italia si colloca al 160° posto, su 185 paesi analizzati, secondo la classifica “Doing Business 2013” della Banca Mondiale, per le cause relative al recupero di crediti derivanti da contratti commerciali. In Italia vengono iscritte a ruolo 3.958 cause civili e commerciali ogni 100.000 abitanti (Rapporto Cepej – Commissione européenne pour l’efficacité de la Justice del Consiglio d’Europa – 2012), il doppio della Germania e il 43% in più della Francia. E’ ormai evidente che il sistema della giustizia in Italia non riesce a gestire in modo sufficientemente efficiente l’enorme numero di cause presentate, e questo determina sia una perdita di competitività per le nostre aziende, che non hanno la certezza di una difesa efficace e veloce dei propri interessi, sia un danno per i consumatori. In questa situazione, per accelerare i tempi della giustizia civile occorre, oltre ad un miglioramento dell’efficienza dei tribunali, aumentare l’utilizzo di strumenti di risoluzione delle controversie che siano alternativi al ricorso alla giustizia civile.
L’incontro di stasera mirava appunto ad illustrare le caratteristiche della mediazione, uno strumento di risoluzione delle controversie, alternativo al ricorso alla giustizia, che ha lo scopo di facilitare la ricerca di un accordo tra le parti coinvolte e che può essere utilizzato in tutte le controversie civili e commerciali, per esempio nei settori dei diritti reali, divisioni e successioni ereditarie, locazioni, comodati e affitti d’azienda, condominio, contratti con operatori di telecomunicazioni.
Possono ricorrere alla mediazione sia le imprese sia i privati, allo scopo di tentare di raggiungere un accordo, tramite l’intervento di un soggetto neutrale, il mediatore, che ha l’incarico di aiutare le parti ad individuare possibili soluzioni che le soddisfino entrambe, superando i problemi di comunicazione che accompagnano l’insorgenza del conflitto, facilitando il confronto con le posizioni degli altri e affrontando le questioni da un’ottica differente. In questo senso, il ruolo del mediatore, e quindi della mediazione, è quello di facilitare la comunicazione, cercando di fare in modo che nella discussione ci sia una base di partenza condivisa; di gestire le emozioni, che sono sempre presenti, espresse o meno, in tutte le controversie; di avviare, o di riavviare, il negoziato tra le parti, facendo sì che si confrontino su possibili soluzioni.
Il vantaggio del ricorso alla mediazione consiste nel fatto che la soluzione non è imposta alle parti da un terzo che decide (il giudice) ma è concordata tra di loro. Ulteriori vantaggi della mediazione sono la rapidità dei tempi di soluzione, la semplicità del procedimento, la riservatezza della procedura ed il contenimento dei costi rispetto a quelli di una causa. Ricorrere alla mediazione, quindi, conviene quando si vuole mantenere un rapporto con il cliente, oppure quando non si può non mantenere un rapporto (di parentela, di vicinato), quando si cerca una soluzione in tempi rapidi oppure quando, come spesso accade alle aziende, si vogliono evitare le ricadute negative sulla propria immagine che un contenzioso in tribunale potrebbe avere.
“L’esperienza delle Camere di Commercio – ha commentato Daniela Mazzotta – che da più di 10 anni gestiscono servizi di conciliazione e che sono state impegnate, negli ultimi anni, nell’attuazione della riforma che ha introdotto la mediazione civile e commerciale, ha dimostrato che la mediazione rimane comunque, con costi dieci volte inferiori a quelli di una causa in tribunale (3% del valore della controversia, a fronte del 30% di una causa legale) e tempi incomparabilmente più brevi (71 giorni in media nel 2012, a fronte dei 493 mediamente necessari in Italia per ottenere una sentenza di primo grado), una valida alternativa alle cause civili. In un Paese ad “alto tasso di litigiosità” qual è l’Italia e vista la situazione attuale del sistema giustizia, con costi – il contributo unificato – sempre cresciuti negli ultimi anni, e molte sedi di Tribunali e uffici dei Giudici di pace in chiusura nei prossimi mesi, le potenzialità della mediazione, ancora poco conosciuta da cittadini e imprese, vanno quindi sfruttate il più possibile”.
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