Nuova call-to-action

Consorzio Tutela Vini Valpolicella Tutte le novità sui disciplinari di produzione dei vini doc

di admin
Le novità introdotte dal Consorzio Tutela Vini Valpolicella nei disciplinari - contenenti i requisiti produttivi e commerciali del vino DOC - interessano un settore portante dell'economia veronese: per la sola doc Valpolicella sono coinvolte 2.245 aziende per un valore di circa 350 milioni di a euro.

Con la modifica adottata il Valpolicella, l’Amarone e il Recioto della Valpolicella docg continueranno ad essere prodotti esattamente dove vengono prodotti oggi. Senza questo intervento circa 2/3 delle produzioni attuali avrebbero corso il rischio di non essere più certificate. La precedente versione del disciplinare, infatti, stabiliva che non potevano essere considerati idonei alla produzione dei vini in questione tutti i terreni fino a 300 metri di altezza, dove invece si concentra la maggior parte dei vigneti.
Assessore Frigotto: “Ospitiamo oggi i vertici del Consorzio Tutela Vini Valpolicella che spiegheranno nel dettaglio le modifiche relative ai disciplinari di produzione dei vini doc della Valpolicella. Le novità che verranno illustrate sono estremamente importanti perché riguardano una denominazione prestigiosa, non solo in Veneto e in Italia, ma a livello internazionale. Se vini come il Valpolicella e l’Amarone sono rinomati in tutto il mondo è anche grazie all’impegno del Consorzio, che svolge un’azione indispensabile contro le contraffazioni e nella tutela della denominazione che, non a caso, risulta la più controllata d’Italia. Questo ente, inoltre, è il punto di riferimento per le famiglie e i produttori della zona che, con il giusto sostegno, potranno continuare a far conoscere ed esportare queste eccellenze del ‘made in Italy’”.
Presidente Consorzio Tutela Vini Valpolicella – Marchesini: “Nessun ampliamento della zona di produzione dell’Amarone e degli altri vini della Valpolicella, nessuna apertura ad illegittime produzioni di pianura. La modifica al disciplinare è stata deliberata all’unanimità dal Consiglio di Amministrazione perché necessaria per salvaguardare una situazione produttiva consolidata negli anni, ribadendo l’appartenenza di quelle aree alla zona di produzione riconosciuta. Altri temi relativi alla denominazione saranno trattati in un tavolo interprofessionale, che è stato chiesto durante l’assemblea dei soci e che vedrà la partecipazione di tutte le componenti della filiera, anche i piccoli produttori”.

Condividi ora!