Cariverona, pronto lo Young Advisory Board: 12 giovani per un nuovo patto tra generazioni
di Matteo ScolariDare voce alle nuove generazioni nei processi decisionali e trasformare bisogni e idee in scelte concrete per i territori. Con questo obiettivo Fondazione Cariverona istituisce lo Young Advisory Board (YAB), un nuovo organismo consultivo e propositivo che affiancherà la Fondazione lungo l’intero triennio 2026-2028. Un’iniziativa che nasce dalla consapevolezza che senza un dialogo strutturato tra generazioni il futuro rischia di diventare una parola che divide, anziché un terreno comune su cui costruire sviluppo e coesione CS – Fondazione Cariverona isti….
Alla call lanciata nei mesi scorsi hanno risposto oltre 180 giovani, segnale di una partecipazione viva e diffusa quando i percorsi di coinvolgimento sono credibili e concreti. Da questo processo di selezione è nato un gruppo composto da 12 ragazze e ragazzi, 8 donne e 4 uomini, con un’età media di 23 anni, provenienti dai territori di Verona (4), Vicenza (4), Belluno (2) e Mantova (2). Un mosaico di esperienze e sensibilità che riflette le direttrici strategiche della Fondazione: ambiente e territorio, opportunità per i giovani, comunità accoglienti e solidali.

«Quando diciamo che i giovani non partecipano, in realtà stiamo descrivendo un’altra cosa: non trovano luoghi in cui la partecipazione conti davvero – afferma Bruno Giordano, presidente di Fondazione Cariverona –. Con questi 12 ragazzi e ragazze facciamo un salto di qualità: non li abbiamo scelti per rappresentare una generazione, ma per lavorare insieme a noi. Il loro compito sarà aiutarci a prendere decisioni migliori, trasformando bisogni reali in proposte realizzabili e costruendo un confronto vero tra generazioni».
Lo Young Advisory Board, sviluppato in collaborazione con Ashoka Italia, non sarà un tavolo consultivo episodico, ma un dispositivo stabile di confronto e proposta. I suoi membri saranno coinvolti nei processi di orientamento strategico della Fondazione, parteciperanno ai momenti di lavoro legati alla programmazione annuale e pluriennale e potranno progettare e attivare iniziative rivolte ai coetanei, sperimentando strumenti innovativi di partecipazione e operando anche su risorse dedicate.
Il percorso prenderà avvio con un Changemaker Camp residenziale di tre giorni, in programma a febbraio 2026, pensato come laboratorio intensivo per costruire metodo, visione comune e coesione del gruppo. Nel corso dell’anno sono previsti 7-10 incontri, in presenza e online, a conferma di un impegno continuativo e non simbolico. A ciascun componente dello YAB è riconosciuta una borsa di studio annuale di 3.000 euro lordi, oltre a rimborsi spese e opportunità formative, a sottolineare che il contributo richiesto alle nuove generazioni va valorizzato con strumenti concreti, non solo con dichiarazioni di principio.
Lo YAB rappresenta l’evoluzione naturale di un percorso avviato dalla Fondazione negli ultimi anni, dall’indagine Futuro Qui!, che ha coinvolto oltre mille under 35, ai workshop Attenti ai giovani!, che hanno portato idee e proposte direttamente nei luoghi della programmazione. Con questo nuovo organismo, il dialogo diventa strutturale e continuo, rafforzando la qualità delle decisioni e ancorandole alla realtà dei territori.
«Lo Young Advisory Board non è un’iniziativa isolata – conclude Giordano – ma uno strumento in più per rendere i nostri territori più attrattivi e capaci di trattenere talenti. Per costruire futuro servono lavoro, casa, servizi, mobilità e cultura, e su questi temi la Fondazione continuerà a lavorare in sinergia con enti locali, scuole, università, imprese e terzo settore».
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