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Accessibilità universale: come le città investono per superare le barriere architettoniche

di Redazione

Una città veramente innovativa e attenta ai valori dell’inclusione non può prescindere dall’abbattimento delle barriere architettoniche. Non si tratta solo di essere conformi alle normative europee o di attirare facili riconoscimenti: rendere le aree urbane accessibili vuol dire aumentare il reale valore della città in termini di attrazione turistica, vivibilità e diritti universali. Cosa stanno facendo ad oggi le amministrazioni locali e cosa si può fare ancora per migliorare questo aspetto?

Il quadro normativo dell’accessibilità

In Italia, i Piani per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche (PEBA) sono lo strumento di riferimento per i comuni, introdotti già negli anni ’80. La riqualificazione urbana in ottica inclusiva ha subito poi ulteriori spinte da parte dell’Unione Europea, non ultima la destinazione di risorse specifiche del PNRR proprio per l’adeguamento di edifici pubblici, scuole, parchi, uffici e trasporti. L’accessibilità e l’abbattimento delle barriere architettoniche sono un obbligo e un’opportunità per l’intera città. Permettono a tutti i suoi cittadini di viverla a 360 gradi e di partecipare attivamente alla vita della comunità.

Montascale per persone con disabilità e altri interventi

In questo quadro normativo, ogni istituzione ha il dovere di fare la propria parte nel miglioramento dell’accessibilità urbana. Spazi di condivisione, uffici che servono la comunità urbana, trasporti pubblici si devono adeguare non solo per adempiere alle norme, ma anche per attrarre realmente l’intera cittadinanza. Alcuni degli interventi possibili sono:

  • L’inserimento di montascale per disabili in uffici e scuole. Chiamati anche servoscala a piattaforma, rendono tutti gli edifici pubblici accessibili a chi ha disabilità fisiche e a chi si muove in sedia a rotelle, nonché alle persone anziane che hanno problemi di mobilità.
  • L’adeguamento dei trasporti pubblici. Autobus, tram, metropolitane: tutti i mezzi di trasporto gestiti a livello pubblico necessitano di strumenti per l’accessibilità. Rampe, ascensori, piattaforme elevatrici, segnaletica tattile sono solo alcune delle possibili migliorie.
  • Il miglioramento degli spazi urbani. Un ostacolo spesso riscontrato nelle città italiane è la presenza di centri dal grande valore artistico e storico, che presentano tutte le peculiarità di palazzi nobiliari e pavimentazioni secolari. Adeguarli a una cittadinanza varia, che comprenda persone con mobilità ridotta, è possibile e necessario.

Il vantaggio economico dell’accessibilità universale

Ma perché comuni, istituzioni e amministrazioni devono preoccuparsi dell’accessibilità universale? Il primo motivo, quello più immediato e urgente, è la reale inclusione di tutta la cittadinanza. Chi gestisce gli spazi pubblici ha il dovere di renderli fruibili a tutti senza discriminazioni di sorta. Scavando nelle opportunità dell’edilizia accessibile, però, si incontrano anche vantaggi di tipo economico. Una città inclusiva ha più probabilità di attirare lavoratori e di far sì che le giovani coppie e famiglie non siano costrette a spostarsi altrove. Inoltre, attira una gran quantità di turisti che vivranno esperienze positive e saranno disposti a tornare. Al di là del necessario investimento iniziale, installare montascale per disabili, rampe e pedane per i trasporti pubblici può realmente influire sull’economia della città.

Le sfide da affrontare per favorire l’accessibilità

Quando si parla di accessibilità, viene naturale pensare ai montascale per disabili, alle rampe, all’aggiunta di elementi che modifichino gli edifici e gli spazi esistenti. Ma la vera sfida, nei prossimi decenni, sarà quella di far nascere comunità, quartieri e intere città già pensate per un’inclusione totale. Quindi non solo abbattere le barriere, ma creare spazi che non le prevedano in partenza. Diffondere una cultura del rispetto delle diversità, educare cittadini, lavoratori e dipendenti pubblici all’apertura verso tutte le individualità. Non è una strada semplice e si può già prevedere irta di ostacoli. Ma è il modo più giusto e utile per abbattere tutte le barriere, architettoniche e mentali, che da secoli influenzano la vita delle persone con disabilità e privano le città di membri attivi della comunità che rimangono relegati ai margini. Un impegno complesso che però promette di immaginare una vita migliore per le generazioni future.

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