VENETO BANCA, il cda ha esaminato gli “schemi preliminari” di bilancio 2015 e APPROVATO l’aggiornamento del piano INDUSTRIALE
di adminIL PIANO INDUSTRIALE, LA CUI PRIMA FASE E’ GIA’ IN ESECUZIONE, E’ STATO AGGIORNATO APPROVANDO IL PIANO INDUSTRIALE 2016-2020 PER INCLUDERE ULTERIORI EVENTI OCCORSI A FINE 2015 E LE EVIDENZE DI INIZIO 2016 MANTENENDO SOSTANZIALMENTE IMMUTATI I TARGET E LE STRATEGIE SOTTOSTANTI
IN VISTA DELLA PREVISTA QUOTAZIONE, VENETO BANCA HA ADOTTATO UNA RIGOROSA, DECISA ED INTEGRALE REVISIONE DELLE PROPRIE POSTE DI BILANCIO AL FINE DI PORRE SOLIDE BASI PER IL PIENO RILANCIO DEL GRUPPO: AZZERATI TUTTI GLI AVVIAMENTI, INCREMENTATE DI QUASI 400 PUNTI BASE LE COPERTURE SUI CREDITI DETERIORATI, EFFETTUATE IMPORTANTI RETTIFICHE SUL PORTAFOGLIO FINANZIARIO E IMMOBILIARE DEL GRUPPO
IN CRESCITA LA PROFITTABILITA’ OPERATIVA DEL GRUPPO
MARGINE DI INTERMEDIAZIONE E RISULTATO DELLA GESTIONE OPERATIVA ENTRAMBI IN CRESCITA A/A RISPETTIVAMENTE A 947 MILIONI E 261 MILIONI DI EURO, NONOSTANTE LA PRESENZA DI COMPONENTI STRAORDINARIE NEI COSTI OPERATIVI (TRA CUI I CONTRIBUTI AL FONDO DI RISOLUZIONE E AL FONDO DI GARANZIA DEI DEPOSITI)
RISULTATO NETTO NEGATIVO PARI A 882 MILIONI DI EURO CHE RIFLETTE IL TOTALE AZZERAMENTO DEGLI AVVIAMENTI (418 MILIONI DI EURO), RETTIFICHE SU CREDITI PER 754 MILIONI DI EURO – CORRISPONDENTI AD UN COSTO DEL CREDITO DI 332 PUNTI BASE –, ACCANTONAMENTI AL FONDO RISCHI E ONERI PER 88 MILIONI DI EURO E IMPAIRMENT AVVIAMENTI RICONDUCIBILI A BIM PER 83 MILIONI DI EURO
IMPIEGHI NETTI ALLA CLIENTELA A 22,7 MILIARDI DI EURO (-3% RISPETTO AL 30 SETTEMBRE 2015)
ULTERIORE AUMENTO DEL LIVELLO DI COPERTURA DEL PORTAFOGLIO DETERIORATO, CHE SALE – INCLUSI GLI STRALCI – AL 37,8% (35,3% ESCLUSI GLI STRALCI) PER IL PORTAFOGLIO NON PERFORMING E AL 56,4% (52,8% ESCLUSI GLI STRALCI) PER LE POSIZIONI A SOFFERENZA
RACCOLTA DIRETTA A 22,5 MILIARDI DI EURO (-5,5% RISPETTO AL 30 SETTEMBRE 2015)
RACCOLTA INDIRETTA A 16,3 MILIARDI DI EURO (STABILE RISPETTO AL 30 SETTEMBRE 2015)
PATRIMONIO NETTO TANGIBILE DI GRUPPO A OLTRE 1,9 MILIARDI DI EURO
AUMENTANO RISPETTO A SETTEMBRE I COEFFICIENTI PATRIMONIALI (PHASED IN):
CET 1 RATIO AL 7,23% (7,12% A SETTEMBRE 2015)
TOTAL CAPITAL RATIO AL 9,06% (8,13% A SETTEMBRE 2015)
Il “nuovo corso” di Veneto Banca
L’Assemblea dei Soci del 19 dicembre 2015 ha approvato ad amplissima maggioranza (oltre il 97% di voti favorevoli per ciascuna delle tre votazioni) la trasformazione in Società per Azioni di Veneto Banca, l’aumento di capitale fino a 1 miliardo di Euro e la contestuale quotazione in Borsa dell’Istituto.
Il positivo superamento di questo passaggio decisivo ed il successivo limitato esercizio del diritto di recesso da parte dei Soci (1,62% del capitale), hanno fornito a Veneto Banca ulteriore fiducia e nuovo impulso nel proseguimento del percorso di risanamento, rafforzamento e rilancio già avviato.
Il Consiglio di Amministrazione, riunitosi oggi sotto la presidenza del Dottor Pierluigi Bolla, ha quindi esaminato i principali dati preliminari riguardanti l’esercizio 2015 e l’aggiornamento del Piano Industriale.
L’approvazione dei dati definitivi 2015 avverrà nella seduta del 19 febbraio 2016.
I principali aggregati al 31 dicembre 2015 (dati preliminari)
PRINCIPALI DATI ECONOMICI (schemi riclassificati)
Positiva la gestione ordinaria con un risultato della gestione operativa pari a 261 milioni di euro (+9,8% rispetto al 2014) grazie alla buona tenuta dei ricavi e nonostante la presenza di componenti non ricorrenti sui costi.
In particolare:
Il margine di intermediazione si è attestato a 947 milioni di euro (+10,7% rispetto al 2014), con il margine di interesse a 505 milioni di euro (-1,4% rispetto al 2014) principalmente per l’andamento dei crediti (in calo del 4,7% anno su anno) e dei tassi di mercato ormai negativi da alcuni mesi. Resta modesto il contributo al margine di interesse del portafoglio finanziario (circa il 10% degli interessi attivi). Le commissioni nette si attestano a 273 milioni di euro (-5,2% rispetto al 2014) principalmente per il calo dei volumi che ha impattato negativamente sul contributo dell’attività tradizionale. Il risultato dell’attività di negoziazione e valutazione delle attività finanziarie sale a 179 milioni di euro (56 milioni di euro nel 2014) comprensivo della plusvalenza di 155 milioni di euro derivante dalla vendita della partecipazione in ICBPI e nonostante rettifiche di valore per 82 milioni di euro su titoli AFS.
I costi operativi si sono attestati a 685 milioni di euro (617 milioni di euro del 2014). Nel dettaglio le spese del personale sono pari a 341 milioni di euro (in calo del 7% rispetto ai 367 milioni di euro del 2014, grazie alle manovre di ottimizzazione effettuate anche in corso d’anno), le altre spese amministrative a 275 milioni di euro (in crescita del 33,8% rispetto ai 205 milioni di euro del 2014) e le rettifiche su immobilizzazioni materiali e immateriali pari a 70 milioni di euro (45 milioni di euro nel 2014). Molte le componenti non ricorrenti presenti nel totale dei costi. Nella voce “altre spese amministrative” sono compresi circa 44 milioni di euro di contributi al Fondo di Risoluzione Europeo e al Fondo di Garanzia Depositi (rispettivamente 13 e 31 milioni di euro a seguito del salvataggio di 4 banche italiane a fine 2015) e oltre 20 milioni di euro di costi legati a eventi straordinari (quotazione in Borsa, chiusura anticipata filiali, Assemblea Straordinaria dicembre 2015). Nella voce rettifiche su immobilizzazioni materiali e immateriali sono invece inclusi circa 27 milioni di euro di svalutazioni di alcuni asset immobiliari. Al netto di tutte queste componenti straordinarie il totale dei costi a fine 2015 si pone sostanzialmente in linea con il dato del 2014.
Il cost-income ratio normalizzato, al netto delle componenti straordinarie, è pari al 70% circa.
Le rettifiche su crediti si sono attestate a 754 milioni di euro, corrispondenti a 332 punti base di costo del credito a seguito di una attenta e rigorosa revisione dell’intero portafoglio creditizio.
Le coperture sul totale crediti deteriorati sono salite al 35,3% (37,8% inclusive delle posizioni stralciate) in crescita di 370 punti base rispetto a dicembre 2014, la copertura sulle sofferenze al 52,8% (56,4% inclusive delle posizioni stralciate) in crescita di 500 punti base rispetto a dicembre 2014.
Il portafoglio deteriorato risulta garantito da garanzie reali e personali nella misura del 76%. Sommando la copertura cash e il fair value delle garanzie, la copertura totale sale ben al di sopra del 100% del valore di libro dei crediti deteriorati.
Tra le altre voci di conto economico, risultano accantonamenti a rischi e oneri per circa 88 milioni di euro, il totale azzeramento dell’avviamento di Gruppo per circa 418 milioni di euro e l’impairment degli avviamenti riconducibili a BIM per circa 83 milioni di euro che è ricompreso nella voce Utile/Perdita delle attività non correnti in via di dismissione.
Il risultato finale è quindi negativo per 882 milioni di euro.
PRINCIPALI DATI PATRIMONIALI
La raccolta totale – costituita da raccolta diretta, raccolta amministrata e risparmio gestito – si è collocata a 38,8 miliardi di euro (-4,2% anno su anno e -3,9% rispetto a settembre 2015).
Positivo l’andamento del risparmio gestito e amministrato (16,3 miliardi di euro, +2,6% anno su anno e stabile rispetto a settembre 2015).
La flessione della raccolta diretta (22,5 miliardi di euro, -8,6% anno su anno e -5,9% rispetto a settembre 2015) ha per lo più riguardato la componente obbligazionaria.
Gli impieghi netti ammontano a 22,7 miliardi di euro (-4,7% anno su anno e -3% rispetto a settembre 2015). La flessione generale dei crediti è ascrivibile sia all’adozione di politiche maggiormente prudenziali con alcun soggetti affidatari che alla domanda di credito ancora non particolarmente vivace.
Rapporto impieghi su raccolta diretta al 101%.
A fine 2015 il complesso dei crediti deteriorati netti risulta pari a 4,9 miliardi di euro (inclusa la controllata BIM) con un’incidenza sullo stock degli impieghi netti pari al 20,4%.
Le sofferenze nette si sono attestate a 1,6 miliardi di euro, con un’incidenza del 6,9% sul totale dei crediti netti.
Il portafoglio finanziario (composto per oltre l’80% da titoli di stato italiano) è pari a 4,1 miliardi di euro.
Il totale attivo è di 33,3 miliardi di euro.
Il patrimonio netto tangibile si attesta a oltre 1,9 miliardi di euro.
I coefficienti patrimoniali si pongono in aumento rispetto a settembre 2015:
CET 1 ratio (phased in e pre aumento di capitale) al 7,23%.
Total capital ratio (phased in e pre aumento di capitale) al 9,06%.
A pieno regime (fully loaded) il CET1 è pari al 6,82% ed il Total Capital all’8,56%.
Questi coefficienti risultano peraltro al netto dello scomputo a titolo prudenziale di complessivi 297 milioni di euro, riconducibile a possibili operazioni di assistenza finanziaria correlate all’acquisto o alla sottoscrizione di azioni della Banca o derivanti da opzioni contrattuali di riacquisto azioni sottoscritte generalmente in occasione di operazioni di aggregazione societarie condotte nel passato.
Le attività ponderate per il rischio (RWA) sono pari a 23,1 miliardi di euro, definendo un rapporto tra RWA e totale attivo pari al 69%.
* * * * * *
Il Piano Industriale 2016-2020
Il Consiglio di Amministrazione di Veneto Banca ha approvato, inoltre, l’aggiornamento del Piano Industriale 2016-2020 (il “Piano”), che si colloca al servizio di un ampio progetto che prevede, dopo la già avvenuta trasformazione in Società per Azioni, la quotazione in Borsa e il contestuale aumento di capitale fino a 1 miliardo di Euro. L’aggiornamento del Piano è stato effettuato al fine di tenere in considerazione alcuni eventi intercorsi a fine 2015 ed inizio 2016 (in particolare l’emissione di 200 milioni di euro di obbligazioni subordinate Tier 2 con scadenza 1 Dicembre 2025 al 9,5% sul mercato istituzionale a fine novembre 2015) che non determinano tuttavia scostamenti significativi sui target e mantengono sostanzialmente intatte le strategie del Piano 2015-2020.
Confermato l’obiettivo fondamentale del Piano ovvero quello di definire un percorso che consenta al Gruppo di tornare a essere protagonista della ripresa economica, sociale e culturale, dei territori in cui opera e di tornare a generare valore per gli azionisti.
La quotazione in Borsa e il contestuale aumento di capitale sono il requisito indispensabile e fondamentale per il rafforzamento patrimoniale del Gruppo, l’elemento portante del Piano che costituisce la condizione essenziale per la sua realizzazione. Il Piano risulta compatibile anche con opzioni strategiche alternative che il mercato dovesse offrire.
Le linee guida del Piano restano quelle già precedentemente comunicate, ovvero l’incremento dei ricavi, il miglioramento strutturale del rischio di credito, l’ aumento dell’efficienza della macchina operativa, il rafforzamento patrimoniale (incluse la cessione di partecipazione di controllo di BIM e di altri possibili quote di minoranza), l’ ottimizzazione delle fonti di raccolta e l’adeguamento alla nuova architettura di vigilanza europea. Il raggiungimento di tali target passa attraverso una profonda riorganizzazione della rete distributiva (modello Hub&Spoke), razionalizzazione degli sportelli e degli organici, importanti investimenti in IT e nella multicanalità e una profonda revisione dei processi di erogazione e gestione del credito (creazione di una unità ad hoc per la gestione del portafoglio deteriorato).
Questi i principali obiettivi (calcolati sulla base degli schemi riclassificati):
Utile netto di circa 160 milioni di euro al 2018 e oltre i 235 milioni di euro al 2020
ROTE al 5,5% al 2018 e al 7,7% nel 2020
Cost/Income al 53% nel 2018 e al 47% nel 2020
Costo del credito a 95 punti base al 2018 e a 77 punti base al 2020
CET1 ratio (fully loaded e post aumento di capitale) al 13,0% nel 2018 e al 14,9% nel 2020
LCR al 105% nel 2018 e nel 2020
CAGR 15-20 impieghi: +0,4%
CAGR 15-20 raccolta totale: +2,8%
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