Veneto Banca: l’assemblea dei soci approva all’unanimità il bilancio 2010

di admin
Utile netto consolidato a 113,9 milioni di Euro.

Margine d’interesse a 567,8 milioni di Euro
Margine di intermediazione a 976,5 milioni di Euro
Raccolta diretta a 24,6 miliardi di Euro
Raccolta indiretta pari a 23,7 miliardi di Euro
Impieghi a 25,7 miliardi di Euro
Conferma della solidità patrimoniale: Core Tier 1 all‘8,05%, Tier 1 all’8,7% e Total Capital Ratio al 12,04%
Patrimonio netto a 3,5 miliardi di Euro
Il valore dell’azione passa da 38,25 a 39,50 Euro, il dividendo è di 60 centesimi (rendimento complessivo +4,84%).
Entrano tre nuovi consiglieri: Vincenzo Chirò, Presidente della controllata Banca Apulia; Luigi Terzoli, già Presidente di Banca Popolare di Intra, oggi integrata in Veneto Banca; Fabio Cerchiai, ex Amministratore Delegato di Generali, attuale Presidente di Atlantia.
Rinnovato il mandato di tre componenti del Cda: Gian Quinto Perissinotto, commercialista trevigiano; Gianfranco Zoppas, industriale; Vincenzo Consoli, Amministratore Delegato dell’istituto.
Confermato il Collegio sindacale: Fanio Fanti (Presidente), Michele Stiz e Diego Xausa.
Record di partecipazioni all’Assemblea dei Soci di Veneto Banca, tenutasi oggi nella settecentesca Villa Spineda Gasparini Loredan di Venegazzù, in provincia di Treviso: 2.866 i soci partecipanti in proprio, 2.569 le deleghe, 72 i soci rappresentati. Significativa la presenza, oltre che dei Soci trevigiani e veneti, anche di quelli marchigiani, pugliesi e lucani – provenienti dai territori dove operano le controllate Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana (Carifac) e Banca Apulia –, nonché piemontesi e lombardi, dove Veneto Banca ha integrato Banca Popolare di Intra, Banca di Bergamo e Banca Popolare di Monza e Brianza.
Il Presidente Flavio Trinca e l’Amministratore Delegato Vincenzo Consoli hanno presentato il bilancio 2010 e illustrato le ultime importanti operazioni svolte nello scorso esercizio – l’acquisizione di Carifac e Banca Apulia –  e quelle più recenti per il controllo della Banca Intermobiliare di Investimenti e Gestioni SpA (BIM).
RISULTATI CONSOLIDATI DELL’ESERCIZIO 2010
L’esercizio 2010 si è chiuso con un utile netto di 113,9 milioni di Euro, in flessione del 5,9% rispetto ai 121 milioni dell’esercizio 2009.
Se comparato alle performance delle banche italiane nell’ultimo biennio, tale risultato non può che essere considerato di sostanziale stabilità. Nel 2008 e nel 2009, infatti, il sistema bancario italiano ha registrato flessioni degli utili rispettivamente del 53,6% e del 30%, mentre il Gruppo Veneto Banca ha potuto contare su crescite positive per entrambi gli esercizi (+25% nel 2008, +3,9% nel 2009).
Per quanto riguarda i principali dati di conto economico, che sono stati influenzati dall’ingresso nel Gruppo Veneto Banca di Carifac e del Gruppo Banca Apulia, nonché dall’acquisizione del controllo di Banca Intermobiliare di Investimenti e Gestioni SpA (BIM), si evidenzia che il margine di interesse è cresciuto del 19,6%, passando da 474,8 milioni di Euro del dicembre 2009 agli attuali 567,8 milioni.
Il margine di intermediazione è aumentato del 41,4%, passando da 690,5 a 976,5 milioni di Euro.
Il prodotto bancario lordo ha raggiunto i 74,1 miliardi di Euro, con una crescita del 62,3% rispetto ai 45,6 miliardi del 2009.
La raccolta diretta ha raggiunto 24,6 miliardi di Euro, in crescita del 38,3% sul 2009 (+1,1% sul dato proforma del 2009), mentre la raccolta indiretta ha toccato i 23,7 miliardi di Euro, con una progressione del 136,2% (+3,4% sul dato proforma 2009). Tali risultati positivi, ottenuti in una congiuntura fortemente problematica, confermano la fiducia di cui le banche del Gruppo godono presso i risparmiatori.
Gli impieghi sono passati dai 17,8 ai 25,7 miliardi di Euro: un +44,6% (+6,9% sul dato proforma 2009) che evidenzia il costante impegno del Gruppo a sostegno dei territori delle regioni in cui lavora.
Il rapporto tra le sofferenze nette e gli impieghi è passato dal 2,51% del 2009 al 3,19% di fine 2010, risentendo delle difficoltà in cui versano le economie locali, nonché dell’ingresso nel Gruppo delle banche di nuova acquisizione aventi un’elevata percentuale di credito problematico.
Importante l’evoluzione del Patrimonio Netto, che passa dai 2,7 miliardi di Euro di fine 2009 a 3,5 miliardi, attestando i ratios patrimoniali all’8,05% per quanto riguarda il Core Tier 1, all’8,7% per il Tier 1 ed al 12,04% per il Total Capital ratio. Coefficienti questi che consentono al Gruppo di presentarsi già allineato ai nuovi requisiti di Basilea 3.
Al 31 dicembre 2010 il Gruppo operava sul territorio nazionale e in 4 nazioni dell’Est Europa (Romania, Moldavia, Croazia e Albania) con 570 filiali. Nel frattempo sono stati aperti altri tre sportelli: a Cerignola (LE), Città di Castello (PG) e Rimini.
Alla stessa data i dipendenti risultavano 6.182.
LE OPERAZIONI PIU’ SIGNIFICATIVE DEL 2010
La congiuntura  negativa non ha frenato il piano di sviluppo aziendale.
Nel primo semestre sono entrate a far parte del Gruppo la Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana e Banca Apulia.
Successivamente Banca Popolare di Intra e Veneto Banca SpA sono state fuse per incorporazione nella capogruppo Veneto Banca Holding che ha poi visto, recentemente, il cambio di denominazione in Veneto Banca Scpa. Nel mentre erano inoltre state oggetto di fusione per incorporazione anche le controllate Banca Popolare di Monza e Brianza e Banca di Bergamo che avevano, già nell’anno precedente, conferito i propri rami aziendali in Banca Popolare di Intra.
A seguito di questo riassetto, il Gruppo ora opera sul territorio nazionale attraverso tre poli: Veneto Banca, capogruppo e anima popolare dell’azienda, presidia il Nord Italia, Carifac il Centro e Banca Apulia il Sud.
Queste operazioni hanno consentito un importante riassetto organizzativo diretto a semplificare e snellire la struttura aziendale, per recuperare efficienza e rispondere in modo ancor più tempestivo alle sollecitazioni del mercato.
Il 19 aprile di quest’anno, invece, Veneto Banca ha acquisito tramite OPA il 71,39% del capitale sociale di BIM, divenendo il 12° gruppo bancario italiano per masse amministrate.
“Dato il contesto generale – commenta Vincenzo Consoli, Amministratore Delegato di Veneto Banca – non posso che valutare positivamente i risultati ottenuti per il 2010. Abbiamo confermato il sostegno ai territori nei quali le banche del Gruppo operano, al contempo garantendo continuità al nostro piano di crescita e stabilità occupazionale”. “Siamo molto attenti agli aspetti legati alla solidità patrimoniale – continua Consoli – indispensabile per poter continuare a svolgere la nostra attività in modo incisivo”.
“Siamo una banca solida – afferma Consoli – e i nostri ratios lo confermano”. “Secondo Standard & Poor’s – sottolinea Consoli – Veneto Banca è uno dei pochi istituti in Italia ad avere un capitale adeguato per resistere in uno scenario di stress sostanziale”.
L’affermazione è contenuta nel recente Rapporto annuale sulla salute del sistema bancario italiano. L’importante società di rating ha analizzato la situazione dei maggiori istituti di credito italiani utilizzando una coefficiente diverso dal Tier 1: il RAC – Risk Adjusted Capital – dato dal rapporto tra il capitale e di buona qualità e gli attivi ponderati per rischi. La sicurezza è garantita per RAC superiori all’8%. Su 12 istituti di credito analizzati, solo Veneto Banca e Mediobanca raggiungono tale percentuale.
“Siamo cresciuti – ha dichiarato il Presidente Flavio Trinca –, ma senza mai minare la nostra solidità. I nostri ratios, gli importanti risultati ottenuti anche in una fase non facile dell’economia e la fiducia che i nostri soci rinnovano in ogni occasione ci consentono di non procedere con aumenti di capitale, di continuare nel nostro percorso di crescita e di erogare un dividendo in danaro, diversamente da quanto avviene in altre realtà bancarie anche molto vicine: 60 centesimi, che sommati all’aumento di valore dell’azione da 38,25 a 39,50 Euro porta il rendimento complessivo a una crescita annuale del 4,84%”.
“Oggi – conclude il Presidente Trinca – operiamo in 48 provincie italiane, ma ci proponiamo di aumentare presto tale numero, rafforzando la nostra presenza in Pianura Padana e lungo le provincie della dorsale adriatica ancora non presidiate”.
Il Ministro dei Beni Culturali, Giancarlo Galan, ha partecipato all’Assemblea ed è intervenuto plaudendo all’attività dell’istituto, di cui è cliente e socio. “Il Veneto può contare su una bella banca – ha commentato il Ministro – che ha saputo espandersi in altre regioni e all’estero, su entrambe le sponde dell’Adriatico”.

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