SO-FREE, la cogenerazione guarda al futuro grazie a ICI Powering Evolution
di Matteo ScolariUn nuovo tassello verso la transizione energetica prende forma a Campagnola di Zevio. Nella sede di ICI Powering Evolution è stato presentato SO-FREE, progetto europeo sviluppato nell’ambito del programma Horizon 2020 e coordinato da ENEA, che vede tra i partner strategici l’azienda veronese presieduta da Emanuela Lucchini. Un primo risultato concreto che ha attirato progettisti, tecnici, ricercatori, università e aziende del settore energia, invitati a visitare il laboratorio di ricerca e sviluppo dove è stato assemblato e messo in funzione il prototipo.

«È un nuovo progetto che presentiamo e che è in fase di collaudo», ha spiegato la presidente Emanuela Lucchini, «che sarà testato anche in Polonia. Abbiamo voluto coinvolgere aziende partner, università ed enti di ricerca, oltre a primarie realtà del mondo dell’energia – da SNAM a Edison – per validare questa tecnologia e questo nuovo modo di produrre energia pulita. È un altro step importante: un progetto che si chiude e viene validato».

Dal punto di vista tecnologico, SO-FREE rappresenta un unicum a livello mondiale. A illustrarne le caratteristiche è l’ingegnere Carlo Tregambe, che ha sottolineato la natura multifuel del sistema: «So-Free è un cogeneratore, capace di produrre energia elettrica e calore. Può utilizzare idrogeno, biogas e gas naturale, in qualsiasi rapporto tra loro. Il combustibile alimenta una fuel cell, che genera corrente elettrica e calore».

La vera innovazione risiede nella flessibilità tecnologica: «Ad oggi esistono sistemi monofuel. Questo invece è multifuel ed è, per quanto ne sappiamo, l’unico al mondo con questa capacità. Abbiamo inoltre adottato un approccio stack agnostic: siamo in grado di utilizzare stack diversi, con caratteristiche e comportamenti differenti, potendo cambiare sia le batterie sia i componenti, mantenendo standardizzate le interfacce».
Un’innovazione che poggia su competenze europee consolidate. Come ha evidenziato Viviana Cicolotti, ingegnere di ENEA, «si tratta di un sistema molto innovativo basato sulle celle a combustibile a ossidi solidi, una tecnologia su cui l’Europa vanta un know-how molto forte. L’integrazione sviluppata da ICI offre numerosi vantaggi, in particolare la possibilità di utilizzare combustibili con percentuali di idrogeno flessibili, aprendo prospettive concrete per il futuro».

Il tema della flessibilità diventa centrale anche nella fase di transizione energetica. Così come in passato si è passati dal gasolio al GPL e poi al metano, nei prossimi anni l’idrogeno sarà sempre più presente nel mix energetico. Sistemi come SO-FREE consentono di affrontare questo cambiamento senza interruzioni, utilizzando oggi i combustibili disponibili e adattandosi progressivamente a quelli del futuro.
Una visione condivisa anche da Federico Testa, già presidente di ENEA e oggi alla guida del gruppo Magis: «Nel mondo dell’energia non sappiamo cosa accadrà. Per questo è fondamentale cogliere ogni occasione per approfondire e individuare nuove soluzioni. Quella vista oggi è una tecnologia intelligente, capace di utilizzare carburanti diversi per produrre energia e calore. Un pezzo di futuro può essere anche qui, e per fortuna che esistono imprese che lavorano in questa direzione».
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