Michele Tacchella ed Enrico Mori: «Con BNI una cultura d’impresa basata sulla fiducia»
di Matteo ScolariCostruire opportunità di lavoro attraverso la fiducia reciproca, senza compensi e con un modello strutturato che facilita relazioni durature: è la formula che ha reso BNI la rete di business networking più diffusa al mondo. A Verona è presente da dieci anni e quest’autunno ha visto nascere il nuovo capitolo Valpantena, fondato da Michele Tacchella. Insieme a Enrico Mori, Executive Director di BNI Verona, analizziamo origini, funzionamento e prospettive di un sistema che mira a “cambiare il modo in cui il mondo fa business”.
Enrico, partiamo dalle basi: che cos’è BNI?
BNI significa Business Network International. È la più grande rete al mondo di imprenditori che si aiutano attraverso il passaparola per generare affari reciproci. Quando conosco qualcuno posso parlare bene di uno dei miei colleghi imprenditori e presentarlo, senza alcun compenso: è un modello basato sulla fiducia. La rete esiste da quarant’anni, è presente in 77 Paesi con oltre 400 mila membri. A Verona siamo 400, suddivisi in 16 capitoli.
Quali sono i valori che guidano questa rete?
Il valore principale è “Givers Gain”: il guadagno deriva dal donare. Chi entra in BNI non lo fa per prendere, ma per dare. È un sistema fiduciario in cui ci aiutiamo senza aspettarci nulla in cambio. Per questo funziona da così tanti anni. Abbiamo anche un codice etico con sei articoli che tutela la qualità delle referenze e il buon operato dei membri.
Michele, il capitolo Valpantena è appena nato. Come sta andando questa nuova realtà?
Molto bene. Siamo partiti da poco ma stiamo crescendo. Siamo al numero minimo per esistere formalmente, ma l’entusiasmo è alto. Vogliamo portare nel territorio buoni contatti e una cultura d’impresa basata sulla collaborazione, superando la diffidenza che porta a guardare solo il proprio orticello. Crediamo in un’imprenditoria snella, veloce e condivisa.
Com’è nata l’idea di fondare un capitolo proprio in Valpantena?
L’idea è nata più di un anno fa. Un collega di Padova mi raccontò il valore di BNI e mi suggerì di vedere come funzionava a Verona. Ho visitato il gruppo di San Martino Buon Albergo e ho capito subito il potenziale del metodo. Enrico mi disse: “Perché non creare un capitolo in Valpantena?”. Ci ho riflettuto e poi ho deciso di lanciarmi. Ed eccoci qui.
E qual è stata la risposta del territorio?
Molto positiva. All’inizio qualcuno diceva che una realtà così in Valpantena non avrebbe attecchito. Invece la realtà dimostra il contrario: imprenditori, professionisti, artigiani e studi tecnici hanno aderito con interesse. È un territorio ricco, dal marmo al vino, e molti vogliono fare business vicino casa valorizzando le proprie radici. Le connessioni stanno fiorendo e stanno dando benefici a tutti.
Guardando al futuro, cosa auspicate per il capitolo Valpantena?
Abbiamo raccolto le idee dei membri e costruito una vision condivisa: diventare un punto di riferimento per la comunità imprenditoriale della Valpantena, non solo in termini di profitto ma come cultura d’impresa. Vogliamo promuovere il valore del territorio e allo stesso tempo connetterci con la rete globale di BNI. Ci si iscrive vicino casa, ma le opportunità sono mondiali.
Enrico, estendendo lo sguardo all’intero sistema BNI: qual è la prospettiva generale?
Il nostro pay-off è “cambiare il modo in cui il mondo fa business”. Passare dalla competizione alla collaborazione. Spesso vediamo il concorrente come un avversario, mentre noi preferiamo interpretarlo come “con corrente”: corre con me. Invece di guardarsi le spalle, gli imprenditori possono crescere più velocemente aiutandosi e creando relazioni solide.
Michele, come si svolgono concretamente gli appuntamenti del gruppo Valpantena?
Gli incontri sono aperti anche agli ospiti. Ci vediamo ogni mercoledì alle 18:30 in Valpantena: la prima e la terza settimana del mese in presenza, la seconda e la quarta online. C’è un’agenda strutturata, ogni partecipante può presentarsi e presentare la propria attività. È un’occasione per conoscere nuovi imprenditori e iniziare a scambiarsi referenze.
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