La Collina dei Ciliegi e la centesima botte de l’En Primeur
di Ingrid SommacampagnaSabato 10 maggio si è tenuta la settima edizione della Festa en Primeur de La Collina dei Ciliegi, occasione in cui è stata presentata la nuova campagna con le annate 2022, 2023 e 2024, celebrando anche la centesima botte del progetto En Primeur.
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A Erbin di Grezzana nasce La Collina dei Ciliegi, che dalla posa della prima pietra nel 2005 porta avanti una storia di costante innovazione, raggiungendo oggi l’importante traguardo della centesima botte del Club En Primeur. Fondato nel 2016, il club consente l’investimento sulle migliori annate di Amarone della Valpolicella “Ciliegio” e conta oggi novantuno membri, tra cui imprenditori, manager, amici, responsabili di fondi di investimento e società finanziarie, partner di studi legali, opinionisti televisivi, attori, giornalisti, chef, ristoratori e appassionati.

«Non avrei immaginato, qualche anno fa, quando ho lanciato l’idea della botte En Primeur, di raggiungere un simile traguardo. Grazie a chi ha creduto in questo progetto, oggi voglio condividere i risultati ottenuti e raccontare tutte le attività e i nuovi progetti, presentando in anteprima il Prea 2022 e il Prea Rosso, che uscirà a settembre», spiega Massimo Gianolli, presidente de La Collina dei Ciliegi e imprenditore della finanza a Milano, dal 1992 alla guida della Generalfinance Spa.

Protagoniste della campagna 2025 sono le annate “Ciliegio” 2022, 2023 e, da settembre, anche la 2024. Come sottolinea Gianolli, La Collina dei Ciliegi è «il suo paradiso, ma anche quello di chi lo vive», un luogo da condividere, dove ciascuno diventa ambasciatore.
Gianolli, originario del territorio, ha iniziato giovanissimo come agricoltore, guidando un trattore Lamborghini oggi in fase di restauro. Il club En Primeur racconta una storia radicata, che parte dal padre Armando, il quale compirà 100 anni il prossimo 7 dicembre. La sua determinazione – come dimostra la recente partecipazione a un convegno a Bari – rappresenta l’essenza della famiglia Gianolli. Lo stesso padre, nel 1925, venne affidato nei primi anni di vita a una balia, trasferendosi da Borgo Trento alla località Camponi, a cui è stato poi intitolato un vino. Ogni elemento dell’azienda è un omaggio appassionato al territorio.

Nel tempo, Gianolli ha costruito un team di eccellenza, affiancato da figure come Christian Roger, vice presidente e riferimento fondamentale della società, e dagli agronomi internazionali Lydia e Claude Bourguignon. A loro si sono aggiunti Paolo Posenato e Simone Interdonato.
«Dal 2016 abbiamo venduto 100 barrique di Amarone “Ciliegio”, con diversi amici che hanno replicato l’investimento, per un totale di 30.000 bottiglie commercializzate durante l’affinamento in barricaia, prima dell’imbottigliamento. Il successo dell’iniziativa e il trend positivo ci consentono di vendere, con la formula en Primeur, la metà di ciascuna annata del nostro Amarone iconico», spiega Gianolli. «A differenza del modello di Bordeaux, il nostro En Primeur garantisce la redditività: il prezzo a scaffale aumenta del 10% annuo, senza risentire delle oscillazioni di mercato». In caso di sold out dell’annata, l’azienda propone la riacquisizione delle bottiglie conservate nel Caveau di Erbin, a un prezzo garantito.

La Valpantena si distingue per la sua unicità ambientale, ideale per la sperimentazione enologica. Qui Gianolli ha avviato nel 2005 il suo progetto, sviluppando 68 ettari in corpo unico, di cui 37 a vigneto, su suoli marmo-calcarei di origine giurassica. Nel 2018 sono stati messi a dimora 22 ettari di viti, per dar vita a quattro vini “Super IGT”, espressione della Collezione “Alta”. L’obiettivo è portare nel bicchiere il terroir, rispettando suolo e orografia originaria, senza compromessi.
Durante la festa sono state presentate due novità: “Ouverture” e “Nunc est bibendum”. La prima permette l’acquisto anticipato, a prezzo ridotto, di lotti dei vini più rappresentativi del progetto. Il secondo consente una personalizzazione completa: dalla scelta dei filari all’affinamento, fino al design della bottiglia.



In degustazione, l’anteprima della seconda annata (2022) di Prea Bianco Verona IGT e la prima annata (2021) di Prea Rosso Verona IGT, in bottiglia da settembre 2025. “Prea” rappresenta l’alta espressione della Valpantena, primo vino bianco prodotto a 600 metri, su terreni con forti contropendenze. Posenato e Interdonato hanno illustrato vendemmia, terreno e tecniche di lavorazione.
Tra i progetti futuri, l’apertura del club DUOMO 18 a Milano, wine business club per aziende. «Un hub che ci consente di portare novità turistiche in Valpantena», racconta Gianolli, citando collaborazioni con Donna Avventura, Real Time, e la presentazione del nuovo libro di Csaba dalla Zorza, che guiderà anche corsi di cucina e bon ton. Attorno a Ca’ del Moro e La Collina dei Ciliegi ruotano iniziative editoriali e culturali, come la nuova testata Foster, diretta da Csaba.
«Molte aziende vendemmiano per comodità. Noi rispettiamo la natura, senza compromessi», afferma Csaba Dalla Zorza, amica di Gianolli da 15 anni. «La sostenibilità non è solo una moda: significa seguire le stagioni, mangiare e bere locale». Foster, bimestrale leggero ma serio, racconta questo ecosistema del benessere.

«Cucina Economica riflette i valori della Collina: stagionalità, territorio, attenzione al pianeta. Anche le mucche del vicino partecipano alla quarta edizione», conclude Csaba, annunciando uno speciale sulla Valpantena su Foster.
Tra le prossime iniziative, la collaborazione con Fondazione Arena per inserire nel contesto aziendale le scenografie dell’Aida, con eventi e cene teatrali in vigna.
«Abbiamo una valutazione certificata di oltre 700.000 euro all’ettaro. Puntiamo a un valore patrimoniale di quasi 35 milioni entro il 2028», afferma Luca Gaudiano, responsabile marketing e comunicazione.
Massimo Gianolli è anche presidente della rete di impresa Valpantena, impegnata nella valorizzazione del territorio, con ricadute su Grezzana e dintorni. «Serve fare community tra aziende, senza barriere, per stimolare la crescita».
La Collina dei Ciliegi ha collezioni programmate fino al 2029, come una maison di moda. Il vino bianco, scelta audace, ha premiato Gianolli con 343 premi internazionali e il riconoscimento di “Hundred dei Top Hundred” da Paolo Massobrio. L’azienda ha ottenuto anche la certificazione Dream&Charme, standard ESG per l’impatto ambientale e sociale.

La crescita continua: il Caveau sarà ampliato, la cantina ipogea sarà al servizio di Ca’ del Moro, con teatro, sala degustazione, megastore e trasferimento degli uffici di Grezzana. Il resort è stato premiato da guida Michelin e Gambero Rosso.
Durante la festa sono stati premiati i membri del club. Acquistare una barrique dell’Amarone iconico significa aderire a un progetto. Grazie alla tecnologia NFT, ogni botte è tracciabile digitalmente, con QR code contenente contratto, certificazioni e informazioni sull’annata.
Tra i premiati: Luca Burrafato, Piero Nonino, Maurizio Maimura e Marcello Pollio, che hanno ricevuto il certificato numero 100 e un regalo speciale: un brindisi ad alta quota offerto da Gianolli.

Ca’ del Moro, l’azienda agricola Erbin con la pecora brogna, la scuderia, l’ampliamento della cantina, la nuova veranda del resort e, entro il 2030, una nuova area wellness, raccontano la capacità di innovazione territoriale de La Collina dei Ciliegi, dove vino, comfort, investimenti, esperienze e comunicazione editoriale convergono in uno stile di vita completo.
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