Fabio Zenato confermato presidente del Consorzio Tutela Lugana DOC
di Matteo ScolariIl Consorzio Tutela Lugana DOC rinnova la fiducia a Fabio Zenato, confermandolo per un secondo mandato alla guida dell’ente che dal 1990 tutela e promuove uno dei bianchi italiani più iconici. Con la rielezione, avvenuta ad aprile 2025, prende forma una nuova fase strategica, improntata a valorizzazione, sostenibilità, qualità e internazionalizzazione della Denominazione.
«Sono onorato di continuare a guidare il Consorzio e di affrontare insieme al nuovo Consiglio le sfide future – ha dichiarato Fabio Zenato –. Il nostro lavoro ha fatto crescere la notorietà e il valore del Lugana, ma siamo solo all’inizio. La nuova rotta si muoverà lungo quattro pilastri: identità, sostenibilità, qualità e innovazione, rafforzando la nostra presenza sui mercati globali».
Imprenditore vitivinicolo e anima dell’azienda Le Morette insieme al fratello Paolo, Fabio Zenato è nato a Peschiera del Garda e ha una formazione accademica in Scienze Agrarie. Il suo percorso professionale è stato segnato da una profonda attività di ricerca sul vitigno autoctono Turbiana, fondamentale per lo sviluppo della selezione clonale e la crescita qualitativa del Lugana DOC.
Accanto alla Presidenza, il nuovo Consiglio di Amministrazione si distingue per la rappresentanza equa di viticoltori, vinificatori e imbottigliatori, a testimonianza della filiera coesa e integrata della Denominazione. Al fianco di Zenato sono stati eletti anche i nuovi vicepresidenti: Roberto Girelli, Francesco Mascini, Paolo Pasini e Alberto Zenato, che insieme al Direttore Peduto contribuiranno al consolidamento delle strategie operative.
Il piano del secondo mandato punta su alcuni obiettivi strategici ben definiti:
- Sostenibilità e qualità, con un miglioramento costante dei livelli produttivi, con attenzione all’ambiente e alla dimensione sociale del lavoro agricolo.
- Ricerca e innovazione, anche grazie a un nuovo progetto scientifico in fase di avvio, volto a integrare pratiche agronomiche avanzate e strumenti per potenziare l’identità del Lugana.
- Internazionalizzazione, attraverso campagne di promozione nei mercati europei ed emergenti, adattando linguaggi e strategie di comunicazione ai nuovi trend di consumo.
- Enoturismo, come elemento cardine per rafforzare il legame tra vino e territorio: il Lago di Garda deve diventare una destinazione enoturistica di riferimento internazionale.
- Giovani e nuove generazioni, non solo come pubblico di riferimento ma anche come nuovi protagonisti della filiera produttiva. Per Zenato, infatti, «raccontare il Lugana con un linguaggio contemporaneo è fondamentale per coinvolgere nuovi consumatori e imprenditori del futuro».
Oggi la Denominazione copre 2.600 ettari, conta 214 produttori e esporta oltre il 60% della produzione in 65 paesi. Il vitigno Turbiana, coltivato su suoli argillosi intorno al Lago di Garda, è il cuore della DOC, che si distingue per freschezza, eleganza e longevità. Le versioni del Lugana vanno dal classico giovane fino a riserve complesse, frutto di una lavorazione sempre più specializzata e controllata.

Il Consorzio non si limita a tutelare e certificare, ma investe nella cultura del vino, nella sostenibilità e nell’accoglienza turistica, proponendo esperienze enologiche immersive, percorsi guidati e degustazioni che legano il prodotto al paesaggio, alla storia e al benessere.
Con la conferma di Fabio Zenato, il Lugana DOC si prepara a una nuova fase di consolidamento internazionale, senza perdere le proprie radici. «Lugana non è solo un vino, è una storia di passione e innovazione che vogliamo raccontare al mondo», ha concluso Zenato.
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