Caporalato, Calderone: «Useremo tutti gli strumenti a disposizione»

di Redazione
«È importante investire su azioni di contrasto, sulla prevenzione, sulla cultura della sicurezza» dice la ministra del Lavoro Marina Calderone.

La più grande operazione di vigilanza in agricoltura in un’unica giornata. La ministra del Lavoro e delle Politiche Sociali Marina Calderone definisce così l’attività svolta congiuntamente dal Comando Carabinieri per la Tutela del lavoro e dall’Ispettorato Nazionale del Lavoro nelle province di Latina, L’Aquila, Torino, Cuneo, Rieti e Caltanissetta.

«Stiamo attuando ciò che avevamo annunciato: saremo in tutte le campagne e utilizzeremo ogni strumento a disposizione affinché la sinergia tra i dati disponibili ci permetta di intervenire sulle irregolarità là dove sappiamo che ci sono situazioni gravi – ha affermato la ministra -; per questo nel Decreto Agricoltura è stata inserita la previsione di un sistema informativo per il contrasto al caporalato, che ci consente di mettere in relazione le banche dati dei Ministeri del Lavoro e delle Politiche Sociali, dell’Agricoltura e della Sovranità Alimentare, di Inps, Inail, Inl, Istat, Agea. Così come l’istituzione della banca dati degli appalti privati in agricoltura e di un focus sulla rete agricola di qualità».

La ministra Calderone ha poi evidenziato che «l’impegno è volto a impedire che accadano nuovamente fatti gravi come quello di Latina e questo può succedere solo se abbiamo la consapevolezza del nostro ruolo, funzione e obiettivi. È importante investire su azioni di contrasto, sulla prevenzione, sulla cultura della sicurezza così come siamo riusciti a fare con gli stanziamenti Inail nel bilancio di previsione 2024. Non si tratta di avanzi di amministrazione precedenti, ma consapevole allocazione di risorse correnti, all’interno del bilancio di un istituto che ha una vocazione ben precisa: tutelare gli infortunati sul lavoro ma ancora di più prevenire che gli infortuni avvengano».

L’operazione di vigilanza in agricoltura del 3 luglio 2024 ha visto sul campo congiuntamente 690 carabinieri del Comando Carabinieri per la Tutela del lavoro dell’Arma territoriale e 550 ispettori dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro. Una task force di 1240 unità che ha ispezionato 310 aziende agricole tra le province di Latina, L’Aquila, Torino, Cuneo, Rieti e Caltanissetta: irregolari il 66,45% delle realtà controllate (206). Completamente “in nero” 216 lavoratori sui 2051 impiegati (il 10,53%). Quasi 1 su 4 i cittadini extracomunitari al lavoro irregolarmente (39,18%) e tra i 786 rintracciati durante le ispezioni, 308 sono risultati completamente “in nero” e 22 privi di permesso di soggiorno. 

Comminate ammende e sanzioni per 1,686 milioni di euro, mentre sono 128 le attività imprenditoriali sospese con multe per 250800 euro, di cui 60 per lavoro in nero e 51 per gravi violazioni sulla sicurezza. Deferite all’autorità giudiziaria 171 persone per attività di rilevanza penale; tra queste sono 157 i responsabili aziendali che hanno violato la normativa in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Due i provvedimenti di sequestro e 382 le prescrizioni impartite, mentre sono 10 le persone a cui è stato contestato il reato di caporalato (intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro).

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