A Samoter prove tecniche di cantiere a impatto zero

di admin
Le aziende espositrici: servono incentivi per favorire la transizione verso macchine da lavoro ibride o elettriche. Il salone internazionale delle macchine per costruzione è a Veronafiere fino a domenica.

La rivoluzione green nel settore delle macchine per costruzioni è iniziata. Sul mercato sono molte le case che offrono una gamma di mezzi elettrici o ibridi: dai mini-escavatori, ai camion con gru, fino alle betoniere.

La svolta sostenibile è dietro l’angolo ed è l’obiettivo a cui tendere. Ne sono convinte molte delle 536 aziende che in questi giorni espongono a Samoter, il salone internazionale delle macchine per costruzione, in programma a Veronafiere fino a domenica 7 maggio.

Le tecnologie a basso impatto sono realtà: ma se sono sostenibili a livello ambientale, lo sono pure dal punto di vista economico? Anche in questo caso, è una questione di far quadrare i conti. Ad oggi, infatti, un cantiere a zero emissioni costa ancora circa il 30% in più di uno “tradizionale”, anche se poi il risparmio si ammortizza nel lungo periodo grazie a costi di alimentazione e manutenzione ridotti.

Al momento, quindi, la strada per rendere le nuove tecnologie rispettose dell’ambiente anche più competitive pare legata all’attivazione di politiche di incentivi, per stimolare la domanda e attivare economie di scala verso la transizione completa del parco mezzi.

Questo è quanto emerso a Samoter durante il convegno “Lavorare a zero emissioni? Ecco come, nel nostro cantiere urbano virtuale”, organizzato in collaborazione con Vaielettrico.

«Per prima cosa abbiamo analizzato la fattibilità tecnica in termini di disponibilità di mezzi a impatto zero e abbiamo constatato che camion, betoniere, mini-escavatori, furgoni e power bank mobili sono oggi presenti sul mercato – ha esordito Claudio Bettini di Site –. In seguito, ci siamo concentrati sulla convenienza economica e abbiamo rilevato che, a oggi, conti alla mano, il gap tra cantiere tradizione e cantiere a zero emissioni è del 30% a svantaggio di quest’ultimo. A pesare sono i maggiori costi delle macchine, mentre in termini di costi di alimentazione e costi di manutenzione il cantiere sostenibile è più vantaggioso».

«Per poter portare avanti il cantiere a zero emissioni serve la collaborazione di tutta la filiera – ha spiegato Karim Moussa di Tesmec, che nel cantiere virtuale ha messo a disposizione un georadar per controllare i sotto-servizi e un escavatore gommato elettrico –. Una politica incentivante è fondamentale per stimolare la domanda di mercato e attivare, a cascata, economie di scala».

«Occorre attivare leve che permettano ai costruttori di produrre di più – ha concordato Emanuele Viel di Komatsu, che a breve lancerà il suo primo escavatore 100% elettrico –. Oltre agli incentivi, gare d’appalto premianti per i cantieri a zero emissioni certamente stimolerebbero la richiesta di macchine elettriche».

«La nostra gamma elettrica è oggi completa anche nel segmento dei pesanti – ha precisato Arthur Fricks Gomes di Volvo Trucks, i cui FMX electric 6×2 con cassone gru e autobetoniera elettrica sono stati impiegati nella simulazione –. Il nostro obiettivo, a tendere, è arrivare ad avere solo veicoli a zero emissioni».

«Presto nuove tecnologie permetteranno di aumentare la densità del pacco batterie con evidenti ricadute positive in termini economici – ha concluso Francesco Mastrandrea di E-Gap Engineering, che ha fornito sistemi di ricarica mobili –. I veicoli a zero emissioni ci sono e il progetto virtuale a impatto zero ha dimostrato che il settore delle costruzioni è a un punto di svolta, in futuro il problema della disponibilità di potenza sarà reale anche nei cantieri. Tecnologie come le nostre, che non sono in concorrenza con le infrastrutture fisse, potranno fare la differenza».

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