Materiali da costruzione, Confartigianato: «Il nuovo prezzario rischia di essere approvato già vecchio»
di admin«Ma è chiaro che questa rilevazione – sottolinea il presidente di Confartigianato Imprese Veneto, Roberto Boschetto –, per essere approvata in tempi così stretti, ha dovuto essere redatta alla fine del 2022 e quindi difficilmente riuscirà a rappresentare la situazione di mercato del 2023, caratterizzato da una inflazione a due cifre. Il prezzario rischia di nascere già vecchio. Già oggi le gare pubbliche vanno deserte a causa dei costi insostenibili per le imprese e rischiamo che la situazione peggiori».
Per ovviare a questo problema, a dicembre, in fase di discussione della manovra finanziaria, Confartigianato ha tentato di far spostare al 31 luglio di ogni anno l’approvazione dei prezzari, ma tale richiesta è stata respinta vista la necessità di attivare le procedure per realizzare le opere finanziate con il Pnrr.
«A fronte di questa situazione – spiega Roberto Iraci Sareri, presidente di Confartigianato Imprese Verona – esiste sempre la possibilità per il progettista di aumentare del 20% il valore dei prezzi dell’opera da portare in gara ma, purtroppo, nel 2022 questa opportunità si è dimostrata inefficace, perché spesso le opere sono state progettate addirittura a fine 2021. La nostra Federazione sta quindi lavorando con la Regione del Veneto per completare l’analisi dei prezzi delle migliaia di voci del prezzario, per riuscire ad adeguare gli importi, anno per anno, in modo automatico, alle variabili che incidono sul prezzo tra cui: il costo della materia prima, il costo della manodopera, il costo dell’energia, i costi amministrativi».
«È chiaro – conclude il presidente di Confartigianato Imprese Verona – che, alla luce della turbolenza costante del mercato dei materiali da costruzione, riusciremo ad ottenere un prezzario più adeguato alla realtà probabilmente nel 2024, ma resta inteso, comunque, che chi otterrà, in questa fase, un lavoro dalla P.A. potrà beneficiare della compensazione automatica dei prezzi a valere sul Fondo Nazionale previsto dalla Legge 15 luglio 2022, n. 91. Continueremo ad impegnarci, in questa fase di riforma del Testo Unico degli Appalti, dialogando con la Regione e gli altri soggetti istituzionali, per garantire alle nostre imprese una sempre maggiore partecipazione alle gare pubbliche e un futuro di sviluppo nel mercato delle opere pubbliche».
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