Il Coro dell’Arena di Verona torna protagonista al Teatro Filarmonico, in due appuntamenti. Stagione sinfonica 2020 di Fondazione Arena.
di adminIl concerto si apre con le verdiane All’erta, all’erta! del primo atto del Trovatore, in cui, nel ruolo del capitano degli armati del conte di Luna Ferrando, sarà impegnato il basso Romano dal Zovo. Seguono quindi I due Foscari, con l’aria del secondo atto Che più si tarda e i due celebri cori, dall’Ernani, Allegri! Beviam e Si ridesti il Leon di Castiglia, per concludere, con Chi v’impose unirvi a noi?, dei sicari del secondo atto di Macbeth. Dal coro introduttivo di Norma di Bellini, è tratto, invece, Ite sul colle, o druidi; Dal Zovo interpreterà Oroveso, il capo dei druidi, che inneggia alla liberazione dal giogo romano. Dal finale del primo atto de La Figlia del reggimento di Donizetti, successiva di pochi anni al capolavoro belliniano, è invece tratto il coro Rataplan!. Segue quindi una ricca antologia di brani tratti dalla Forza del destino: Compagni sostiamo, il campo esploriamo, Madre, pietosa vergine, Or siam soli…, il finale dell’opera Il santo nome di Dio Signore per concludere, con La Vergine degli angeli. Protagonisti, con il Coro, nei ruoli solisti di Leonora e di Padre Guardiano, si esibiscono il soprano Zanettin e il basso Dal Zovo. Tra questi brani, si inseriscono due arie tratte da Rigoletto: il coro del primo atto Zitti, zitti moviamo a vendetta, con il rapimento di Gilda ad opera dei cortigiani, e Scorrendo uniti remota via, dall’atto II. Il concerto, presentato da Davide da Como, vedrà inoltre impegnati i professori dell’orchestra areniana, Günther Sanin, al violino, Laura Recchia, all’arpa, e Alessandro Carobbi, alle percussioni. I Maestri collaboratori, Patrizia Quarta e Maria Cristina Orsolato, accompagneranno l’esecuzione, rispettivamente. al pianoforte e all’organo. I compositori protagonisti di questo concerto, Verdi, Bellini e Donizetti, hanno inserito, nelle loro opere, cori stupendi, con funzioni diverse, sempre con grande rilievo musicale e drammaturgico, riflettendo quella tendenza ottocentesca, che ha reso il melodramma italiano il genere più apprezzato e seguito. Questo successo è riconducibile a due fattori: il primo, di ordine sociologico, poiché i teatri erano importanti luoghi d’incontro, e il secondo, di natura culturale, perché le opere di quegli anni rispecchiavano le correnti di pensiero, i gusti e, soprattutto, gli ideali politici della società. Il secondo appuntamento autunnale propone una sintesi delle più celebri e conosciute pagine corali del repertorio operistico ottocentesco, con protagonista il Coro maschile di Fondazione Arena, diretto da Vito Lombardi, che, dal 2015, ricopre il ruolo di Maestro del Coro areniano. Il concerto si apre, come sopra cennato, con All’erta, all’erta! del primo atto del Trovatore… Seguono, quindi, le arie, già indicate, in precedenza, creatrici di piacevole ascolto e di cultura. Pierantonio Braggio
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