Arena di Verona: bilancio d’una Stagione condizionata e difficile, ma, di voluta continuità e fortemente laboriosa.

di admin
Successo di presenze ed attenzione, allo straordinario Festival d’Estate 2020, dall’assetto inedito e di grande effetto.

Era stata annunciata, nonostante l’imperversare del virus, una “parata di stelle” dell’Opera italiana ed internazionale… La parata di stelle c’è stata, attraverso una coraggiosa sperimentazione, nell’offerta musicale, in undici serate, uniche e indimenticabili. Uniche, perché, impreviste e fuori dal normale, consueto, pur importante andamento operistico. Si è avuto un grande Festival, che, dato il momento ed il venire meno di Ezio Bosso, nel maggio 2020, è stato dedicato a Bosso stesso, che, fin dall’inizio, aveva sollecitato e seguito, con grande vicinanza ed affetto, la nascita della straordinaria edizione 2020, con lo sguardo volto al 2021. Con una media – condizionata dalle misure antivirus – di circa 2.000 spettatori e un incasso medio superiore ai 100.000.-€, per ogni serata, l’Arena di Verona si è dimostrata, anche in quest’anno di emergenza sanitaria, il palcoscenico all’aperto più capiente e frequentato del mondo, dando vita ad un Festival – creato da veri appassionati e veri eroi – che ha saputo unire princìpi etici e sociali, supporto al territorio, creatività e innovazione artistica. Il contenuto della Stagione è stato dato da 11 diverse prime, programmi musicali originali e nuovi, per l’Arena, che hanno contribuito, tra tradizione ed innovazione, a coinvolgere, fatto da sottolineare, nuove fasce di pubblico: 1.600 operatori sanitari nazionali presenti, sin dallo spettacolo inaugurale, da titolo: Cuore italiano della musica; la commovente esecuzione del Requiem di W. A. Mozart, dedicato alle vittime del Covid, alla presenza dei loro familiari e dei Sindaci della Provincia di Verona, in rappresentanza di tutto il territorio, resa possibile, grazie al sostegno di Confindustria; l’ampio pubblico di famiglie con bambini – bella, la presenza dei piccoli, che hanno potuto accostarsi alla vera musica! – accorso per il Gala Rossini; una presenza importante di spettatori stranieri, pari al 40%, che hanno, così, confermato il loro affetto, per l’Arena veronese, nonostante le difficoltà, per raggiungerla, ribadendo la leadership areniana, tra i palcoscenici internazionali e apprezzando l’eccellenza artistica, di quanto proposto, nell’anfiteatro. Lo sforzo creativo e produttivo 2020 ha consentito di mantenere inalterata la posizione di eccellenza dell’Arena di Verona, tra i teatri del mondo, eccellenza confermata dalla grande attesa per il Festival 2021, che, tra vendite e prelazioni di biglietteria, è già ampiamente superiore all’andamento storico degli ultimi anni. Va evidenziato che l’imponente lavoro di comunicazione, realizzato, per arginare i danni della pandemia, ha permesso a Fondazione Arena d’ottenere importanti risultati sui Social, che hanno visto triplicati i contatti, sulle piattaforme Facebook (367.864 utenti) e Instagram (1.360.834), nonostante il forzatamente ridotto numero di serate, ampliando così l’orizzonte d’attesa per la prossima stagione e veicolando già in questa il 15% delle vendite di biglietteria, www.arena.it. Non per nulla, quindi, “Verona Capitale Internazionale dell’Opera” è il progetto realizzato, da Fondazione Arena, in collaborazione con il Comune di Verona che, per il secondo anno consecutivo, rafforza il ruolo culturale di Verona, costruendo un sistema diffuso di attività integrate, per raccontare il fascino multiforme d’una tradizione operistica, iniziata nel lontano 1913. Un grande coraggio, un grande sforzo, una grande inventiva e una grande capacità realizzatrice, hanno sconfitto il virus, proponendo, ancora una volta, al globo, la grandezza musicale dell’Arena, nel suo complesso, e di Verona.
Pierantonio Braggio

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