KHAČATURJAN E DVOŘÁK PER L’OTTAVO CONCERTO DELLA STAGIONE SINFONICA 2015-2016 AL TEATRO RISTORI DI VERONA
di adminScritto nel 1940, il Concerto per violino e orchestra in re minore di Aram Il’ič Khačaturjan proposto in apertura della serata, venne dedicato aDavid Oistrakh, che lo eseguì in prima assoluta a Mosca nel 1940; fu lo stesso violinista ad affiancare Khačaturjan nella composizione della parte solista. La partitura riscosse fin dal suo esordio un notevole successo di pubblico e critica, grazie anche alla splendida interpretazione del virtuoso violinista sovietico; inoltre, cosa che all’epoca contava maggiormente, ottenne il gradimento delle autorità, che l’anno seguente assegnarono a Khačaturjan il Premio “Stalin”.
Il linguaggio musicale del Concerto, largamente ispirato a tematiche folcloriche armene, possiede un’indubbia bellezza melodica che, unita alla maestria della scrittura, ne fa una delle composizioni più popolari presso i violinisti. Sul palco del Teatro Ristori, impegnata allo strumento solista, la musicista kazaka Aiman Mussakhajayeva.
La seconda parte prevede l’esecuzione della Sinfonia n. 8 op. 88 in sol maggiore di Dvořák, composta in poco più di due mesi ed eseguita la prima volta a Praga nel 1890 sotto la direzione dell’autore: è uno dei brani di Dvořák che risente maggiormente dell’influenza della cultura popolare boema. La partitura esprime il progressivo indebolimento delle forme strumentali classiche in favore della composizione libera, descrittiva e letteraria, espressione della maturità del compositore. Si mantiene il consueto schema classico in quattro movimenti (un Allegro, un movimento lento, un tempo di danza, un Allegro finale) sebbene siano presenti leggere variazioni: Allegro con brio, Adagio, Allegretto grazioso, Allegro ma non troppo.
Il rigore formale nei rapporti fra i temi all’interno di ogni movimento e dei quattro movimenti tra loro è tuttavia secondario rispetto alla libertà dell’invenzione melodica ricca e attraente. Il materiale musicale fortemente impregnato di ritmi e melodie popolari e il loro uso si adatta perfettamente ad esprimere la comunicativa diretta della cantabilità slava, con i suoi richiami pastorali alla vita paesana e alla tradizione del folklore. Le immagini rappresentano stati d’animo che si rifanno a un mondo originario e spontaneo di suggestioni e di simboli traducibili in un naturale fluire del discorso musicale, a cui la felicità melodica e la cura della strumentazione conferiscono straordinari caratteri di straordinaria brillantezza.
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