STEFANO VALDEGAMBERI, CONSIGLIERE REGIONALE VENETO, LISTA ZAIA: “DAL PRIMO GENNAIO 2016 ENTRA IN VIGORE L’ADDIZIONALE IRAP AGGIUNTIVA CONTRO IL GIOCO D’AZZARDO.
di adminL’art. 20 della Legge Finanziaria regionale 2015 introduce delle norme atte a prevenire, contrastare e ridurre il rischio di dipendenza dal gioco d’azzardo patologico (Gap)". Così il Consigliere regionale della Lista Zaia, Stefano Valdegamberi, tra i promotori della norma, ricorda l’importante articolo di legge per il quale la Giunta sta predisponendo i relativi provvedimenti attuativi. "L’articolo – spiega il Consigliere – prevede una serie di azioni di prevenzione, la cui attuazione è a carico dei Comuni e della Regione, che comprendono anche l’istituzione di un numero verde regionale e di uno specifico indirizzo di posta elettronica per accedere ai servizi di ascolto e di assistenza. I Comuni saranno invitati a stabilire il divieto di istituire nuove sale da gioco nelle vicinanze dei luoghi sensibili e di aggregazione, come scuole e centri giovanili, a limitarne gli orari di apertura e ad avviare azioni premianti per i locali slot-free".
"Le aziende sanitarie – aggiunge Valdegamberi – in attesa dell’aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza, sono chiamate a sviluppare iniziative di prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione delle persone affette da ludopatia e a promuovere gruppi di auto-mutuo aiuto. Inoltre il provvedimento vieta la pubblicità su spazi istituzionali dei giochi che prevedano vincite di denaro e dice che i titolari di sale da gioco e di esercizi commerciali in cui sono installati apparecchi per il gioco d’azzardo sono tenuti ad esporre in un luogo visibile un cartello informativo sui rischi correlati al gioco d’azzardo stesso, a dare informazioni sul test di autovalutazione e verifica del rischio di dipendenza rivolto ai giocatori ed a non pubblicizzare, sia all’interno che all’esterno dei locali, le eventuali vincite conseguite". E non è tutto. Si ricorda che, a decorrere dal 1 gennaio 2016, gli esercizi commerciali con installati apparecchi da gioco avranno una maggiorazione dell’imposta IRAP dello 0,2 per cento. Queste nuove entrate serviranno, almeno in parte, a far fronte ai costi socio-sanitari provocati dall’azzardo. Costi che non è giusto ricadano sull’intera collettività.
Il gioco d’azzardo sta sempre più distruggendo il tessuto sociale, relazionale e patrimoniale delle famiglie. I drammi legati a questa patologia ormai non si contano più. E tutto questo senza considerare che ad essa è collegato un fenomeno di crescita della micro-criminalità. L’intervento della Regione è comunque principalmente di carattere preventivo, e cerca di contenere le conseguenze nefaste delle normative di un uno Stato-biscazziere, che lucra sulle debolezze della povera gente, spacciando sogni e permettendo ai circuiti malavitosi di alimentarsi grazie al gioco d’azzardo. Per quanto è di competenza delle regioni è possibile tamponare le falle del sistema autorizzato a livello centrale. La soluzione vera si avrà solo quando il gioco d’azzardo verrà circoscritto all’interno di luoghi controllati come i casinò e non sarà disponibile a chiunque. Questa decisione è di competenza dello Stato che, invece, continua a moltiplicare l’offerta del gioco d’azzardo, disiteressandosi dei problemi che sono ad esso correlati”.
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