Informazione. Maggiore chiarezza e dettagli porrebbero il cittadino in grado di meglio valutare l’azione politica.
di adminNé si riesce a comprendere bene se quanto proposto da un certo partito, lo sia perché il relativo contenuto è ritenuto effettivamente positivo per la nazione – come dovrebbe assolutamente essere – o se altro contenuto, proposto da una controparte, sia solo qualcosa di creato ad hoc, a tutela di punti di vista della parte avversaria stessa. Certo, non è colpa della comunicazione, se i pareri di partiti diversi appaiono contrastanti, l’uno rispetto l’altro, ma, alla fine d’un ascolto o d’una lettura – almeno così capita al sottoscritto – molto spesso risulta difficile individuare a fondo l’essenza e le motivazioni dei vari gruppi politici. Essenza e motivazioni, che sono determinanti, circa la valutazione della validità delle notizie recepite dall’ascoltatore o lettore, perché se lo stesso rimane, come avviene, nell’incertezza, dinanzi ad una proposta di legge, ad esempio, non solo perde inutilmente tempo ad ascoltare o a leggere, ma, terminata l’audizione o la lettura, si trova in possesso di due, tre o quattro versioni, su un definito argomento, senza sapere quale delle quattro di esse sia la più legata alla realtà o, meglio, a ciò, che un determinato progetto-legge, e siamo sempre in fase d’esempio, può portare di utile o di danno ai cittadini. I quali, per valutare l’azione di un partito, cui un domani accordare consenso, non possono che basarsi sulla valutazione dell’utilità o del lato negativo d’una determinata proposta o legge. È il caso, sotto altro aspetto, dei risultati apportati dal “Job Act”, da poco introdotto. Risultati, che sono, se vi sono, certamente di facile rilevabilità. Diciamo: se vi sono…, perché il Governo dice che l’occupazione in Italia è aumentata – e speriamo che sia vero –, mentre l’opposizione s’affanna a dire che il “Job Act” di risultati non ne ha dati o non ne starebbe dando… A chi credere? Sentiamo, poi, dire che di riforme ne sono state fatte, e di incisive, mentre da parte europea, da parte di esperti o da parte di possibili investitori in Italia – e ne abbiamo grande bisogno – ci viene quasi imposto di farne altre, anche per il miglioramento della nostra economia, che non corre certo in buone acque. A chi credere?
In passato, altro esempio, si confermava che il sistema bancario italiano era solido, mentre, in materia, oggi piangiamo le pesanti situazioni in cui ci troviamo e in cui si trovano, numerosi risparmiatori, i cui risparmi, anziché essere andati a beneficio di una migliore evoluzione dell’economia, sono andati in fumo…, nonostante anche le ottime parole dell’art. 47 della Costituzione ed i festeggiamenti in occasione dell’annuale Giornata del Risparmio…, il quale, fra l’altro, nel suo complesso, pur risultato di mille sacrifici, per come è trattato dal punto di vista fiscale, sembra costituire un delitto… A parte questo, dunque, chiediamo ancora: in fatto di banche, avevamo capito bene o siamo caduti in errore? O, il cittadino, una volta ascoltato o letto – ammesso che lo stesso abbia familiarità con la materia – deve intraprendere ricerche, per scoprire dove stia il giusto? Ora, sia di sinistra o di destra, chi comunica dovrebbe – prima di proporre una notizia, circa una determinata proposta politica o affermazione – spiegare, con massima indipendenza fra le parti, quella proponente e quella contraria, quale sia il reale contenuto di una misura, di un provvedimento, di una notizia e, solo dopo, tale introduzione, raccontare i fatti accaduti a favore o contro, o come vede la politica lo stesso, in modo che il cittadino abbia un’idea completa e chiara della notizia, sulla quale fare le proprie valutazioni. Questo anche perché, visto che siamo in democrazia, imparzialità e chiarezza sono elementi essenziali, in fatto d’informazione. Domanda: perché, quando s’informa di politica (nostrana) non si usano la stessa chiarezza, la stessa abbondanza di dettagli – abbondanza, peraltro non assolutamente necessaria e infelicissima – che si impiegano per spiegare come è avvenuto, con quale arma, con quante coltellate – ah, che bellissimo ed altamente didattico particolare! – un maledetto delitto familiare?
Pierantonio Braggio
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