La scuola italiana si rinnova.

di admin
Firmato un protocollo d’intesa fra Ministero dell’Istruzione e Confindustria, in occasione di Job&Orienta, a Verona.

Ognuno è libero di pensare come crede, ma, in fatto di lavoro, ossia, di occupazione, non ci si può assolutamente sottrarre alle esigenze dell’economia e, più precisamente, dell’impresa, unica fonte di occupazione. Se questo concetto era valido già in passato, lo è tanto più oggi, sotto la spinta di una concorrenza senza limiti, in qualità e prezzo, resa tale da una globalizzazione sempre più incisiva.  Qualità e prezzo si ottengono solo con la collaborazione di manodopera specializzata, esperta, in poche parole, pratica e, ovviamente colta, che la scuola, da sola, non può dare. Questo diciamo, perché ogni giovane che si presenta al mondo del lavoro, non può, come un tempo, essere dotato solamente di teoria, elemento valido solo se accompagnato da ‘formazione professionale’, acquisita a stretto contatto con il lavoro in azienda. Fatto questo, fra l’altro, che mette in grado il nuovo collaboratore di entrare al posto di lavoro, senza provare quel terribile impatto, creato, al primo diretto contatto con la realtà aziendale, dal grande vallo, che a fine scuola, vi è in lui, fra teoria e pratica e, quindi, fra teoria e capacità di inserirsi, con atterraggio morbido, nell’attività lavorativa, la quale non è parole, ma solo fatti. Ne parla, in merito, il comunicato, che segue: Verona, 27 novembre 2015 – Firmato questa mattina a JOB&Orienta, Salone nazionale dell’orientamento, la scuola, la formazione e il lavoro, un protocollo d’intesa tra il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e Confindustria, che garantirà per i giovani lo sviluppo di competenze e abilità professionalmente riconoscibili e spendibili nel mercato del lavoro. L’accordo prevede un’azione congiunta, tesa a favorire la diffusione nelle scuole della pratica dell’alternanza scuola lavoro, resa obbligatoria dalla recente legge di riforma del sistema d’istruzione per tutti gli studenti degli ultimi tre anni della scuola secondaria di secondo grado. Con il Protocollo, Confindustria s’impegna a sostenere l’attuazione della “Buona Scuola” mobilitando le aziende associate, anche attraverso la propria articolazione territoriale e settoriale. “Il Protocollo, siglato oggi costituisce un importante passo avanti nell’attuazione della “Buona Scuola”. Grazie anche a questa intesa il 2016 sarà l’anno in cui scuola e lavoro stringeranno un’alleanza vera», ha dichiarato il ministro Stefania Giannini. «L’alternanza è uno strumento eccezionale, per innovare l’impianto formativo della nostra scuola. Introduciamo, per tutti i ragazzi, la didattica “del fare e del progettare” e apriamo la scuola al territorio e all’innovazione. Si tratta di una tappa decisiva, verso una maggiore e migliore occupabilità dei giovani. È un grande salto verso un orientamento, che mostra subito ai ragazzi la strada, per individuare e potenziare i loro talenti».
Al ministro fa eco l’altro firmatario del Protocollo, il presidente dei Giovani imprenditori di Confindustria, Marc Gay, che così commenta: «È un passo significativo anche per le imprese, che, da lungo tempo, chiedono l’alternanza nella formazione: aiuterà non solo i ragazzi a conoscere prima il mondo del lavoro, ma anche le aziende, promuovendone lo sviluppo con nuove competenze». L’alternanza scuola lavoro integra l’istruzione con la formazione “on the job”, ossia, svolta in un contesto lavorativo. La riforma, già in vigore, ha visto le scuole presentare le progettualità, entro lo scorso 16 novembre. relativamente alle prime classi, che sperimenteranno la nuova obbligatorietà nei prossimi mesi, ovvero, le terze. Sono previste 400 ore complessive, per ciascun triennio, negli Istituti Tecnici e Professionali, mentre 200 nei Licei. Novità di quest’anno è che i percorsi di alternanza potranno essere svolti anche in periodi extrascolastici (inclusi i mesi estivi) e all’estero. Inoltre le strutture riceventi potranno essere anche enti pubblici e istituzioni culturali. Ci troviamo dinanzi ad un’innovazione importantissima, che se porterà vantaggi all’impresa, sarà anche di grande aiuto ai giovani in età lavorativa, con positivi risvolti sull’economia del Paese, il quale con la cennata normativa, s’allinea ai migliori e produttivi sistemi scolastici d’Europa.
Pierantonio Braggio
 

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