A Santa Teresa in Valle, la “Cena dei Briganti”, alla sua IV edizione, motivo per ricordare uomini, storia e tradizioni locali…

di admin
L’incontro, organizzato dalla Pro Loco di Casaleone, si è tenuto giovedì 15 ottobre 2015.

Se non vi fossero le Pro Loco, chi si preoccuperebbe, così accuratamente, di animare cittadine della provincia e le loro storiche frazioni? Attraverso l’opera paziente ed altamente meritoria delle Pro Loco, vengono promossi tradizioni, prodotti locali, storia e, soprattutto, l’economia. L’accennato incontro, dedicato, diciamolo in dialetto, alla “Zéna dei Briganti”, ha avuto luogo presso la ‘Trattoria da Mindon’, attiva sino dal lontano 1917 ed ubicata in quel di Santa Teresa in Valle, Cerea, Verona. Nell’osteria, sita, un tempo, sull’area dell’attuale citata trattoria, si riposavano i “briganti” e vi bevevano un bicchiere…  Organizzatori dell’incontro sono stati Enrica Claudia De Fanti, presidente della Pro Loco di Casaleone, enricaclaudia@gmail.com e il Consorzio di Tutela del Radicchio Rosso di Verona, presieduto da Cristiana Furiani, ed avente sede a Legnago. Tornando ai “briganti”, il loro punto dell’incontro si trovava, dunque, a San Teresa in Valle, al centro di quella terra e di quei luoghi d’acqua, che, appunto – e siamo alla storia…! – ha visto sorgere i “briganti” stessi.  Gente, questa, che nulla aveva da fare, come si potrebbe pensare, con la normale Giustizia, ma con la polizia austriaca, talvolta costituita, guarda caso, da giovani italiani, a ciò obbligati dalle leggi del governo del Lomardo-Veneto e, quindi, dell’Imperial Regio Governo di Vienna. Polizia, quindi, che agiva in quelle terre e valli, per conto dell’Impero d’Austria. Tali briganti avevano pure bisogno di nutrirsi ed i loro cibi erano necessariamente molto semplici e tali, che per lo studioso di tradizioni e di storia, meritano d’essere bene esaminati ed assaggiati, onde ricavare dati esatti in materia, talché il menù del convivio in parola, era la copia esatta di quanto, appunto, consumavano, molto modestamente, i rivoltosi stessi del luogo. Della storia, dei quali, tratta ampiamente lo stralcio, che non possiamo fare ameno di riportare e che ci è fornito dagli Organizzatori dell’evento, sopra descritto. Recita il testo: A metà ottobre del 1848, il paese di Cerea sembrava mobilitato ed il feldmaresciallo Josef Radetzky (1766-1858) –  governatore generale del Lombardo-Veneto, per incarico dell’Impero austriaco – ordinò che tutti gli abitanti consegnassero le armi da fuoco, assieme alle munizioni da guerra, di cui fossero in possesso. Radetzky decretò, inoltre che, dopo il 15 ottobre, tutti coloro che fossero stati trovati in possesso di armi, sarebbero stati condannati immediatamente alla fucilazione. Molti agricoltori ed abitanti delle valli, non consegnarono le armi e le nascosero in luoghi più lontani e sicuri, situati accanto alle paludi e non conosciuti, dagli invasori austriaci. Si è saputo, ancora, da un discendente d’uno di tali terribili “briganti”, che un luogo, in cui si ritrovavano tali rivoltosi, si trovava sulla strada, che da Cerea portava verso la valle e verso l’Emilia-Romagna, la quale, non giacendo sotto dominio austriaco, dava spesso rifugio ai detti fuorilegge. Diari tramandatici ci fanno anche sapere che luogo di ristoro dei ribelli – il più noto dei quali portava il soprannome di Ninėta – era l’Osteria-Locanda di Santa Teresa in Valle… e che molti di loro, qualche anno dopo, furono catturati e fucilati. Sinora, abbiamo parlato di “briganti”… Si trattava, riassumendo, come menzionato, di gente generosa e nobile –altro che briganti! – che amava la libertà per se stessi, per òa propria gente e per il proprio territorio. Il quale fu attribuito, ingiustamente, nel 1814, dal Congresso di Vienna – ciò era frutto dei tempi – all’Impero austriaco, che, ovviamente, considerava chi a se stesso s’opponeva, fuorilegge o rivoltoso. La serata da Mindon – ottime la realizzazione delle storiche ricette! – è stata resa allegra da eccellenti suonatori in costume di violino e di zampogna e da recite, in dialetto locale, di poesie e narrazioni storiche, che hanno creato una piacevole atmosfera, proprio da “briganti”. Una notizia più allegra, che è storia d’oggi, riguarda il fatto che ad ogni  partecipante al convivio, è stato donato, in segno d’omaggio, ma anche allo scopo di meglio fare conoscere la tradizionale cucina del Basso Veronese, il ricettario, edito dal Consorzio di Tutela del Radicchio rosso di Verona, dal titolo Il cuore del sapore, il cuore rosso del Radicchio stesso.  
Pierantonio Braggio                            

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