Estate 2015, buono il flusso turistico nell’Est Veronese

di admin
Dai dati dello IAT, che registra i turisti in cerca di informazioni, dal 2012 ad oggi è la seconda migliore estate in termini di visitatori, con una leggera prevalenza degli stranieri, tedeschi però in calo Per il turista italiano, aprile e settembre i mesi di maggior richiamo

Nonostante sia stata una delle estati più calde che si ricordi, quest’anno l’Ufficio Turistico IAT Est Veronese ha registrato un buon afflusso di visitatori nel periodo giugno-settembre. Anzi, comparando i dati degli ultimi 4 anni, che, ricordiamo, non sono quelli ufficiali inerenti alla totalità di turisti che visitano le terre del Soave ma che si riferiscono alle persone che hanno usufruito della struttura, l’estate 2015 si piazza bene con 7.239 visitatori (55% stranieri), seconda solo a quella del 2013 (7.676 visitatori, 60% stranieri). Nel 2014, complice il brutto tempo, c’è stato un sensibile calo (6.616 visitatori, 51% italiani), che era stato, in ogni caso, superiore ai dati del 2012 (5.570 visitatori, 52% stranieri ). I turisti stranieri provengono da Stati Uniti, Australia, Paesi Scandinavi, Olanda, Francia e Germania, quest’ultimi, però, in calo crescente dal 2012.

L’analisi. A fornire i dati è l’associazione Strada del vino Soave, che gestisce anche l’ufficio turistico IAT Est Veronese, posto all’entrata di Soave, nei pressi della medievale Porta Verona. "I nostri dati possono essere utili per delineare una tendenza dei flussi turistici nel nostro territorio", afferma Paolo Menapace, presidente della Strada. Che aggiunge: "Alla luce di ciò, nei quattro anni presi in esame, è interessante notare una sensibile prevalenza nel periodo estivo dei turisti stranieri, segno che le temperature, anche alte, del Bel Paese, non sono un deterrente per loro, mentre magari lo sono per gli italiani, e che la promozione all’estero del "prodotto Soave" funziona. Fa riflettere, però, la flessione in negativo, dal 2012 a questa parte, dei turisti tedeschi. Che forse entreranno meno degli altri nell’ufficio turistico perché sono già informati, ma può essere anche un campanello d’allarme che ci avvisa di non dare per scontati mercati che consideriamo sicuri". "Se guardiamo ai dati dall’inizio dell’anno, siamo ad oltre 13mila visitatori – continua Menapace – dunque abbastanza in linea con gli anni precedenti, con picchi ad aprile (1.101) e settembre (1.157) dei turisti italiani, che amano dunque visitare le nostre terre specialmente nel periodo della fioritura e delle feste pasquali, nonché nel classico periodo della vendemmia. Il nostro territorio, fortunatamente, ha molte testimonianze storico-culturali, che ci consentono di avere visitatori tutto l’anno, ma non bisogna mai abbassare la guardia, specie di questi tempi e continuare ad investire. Far conoscere le peculiarità del territorio, attraverso i media tradizionali e i social network è fondamentale, ma ritengo ancora più importante qualificare sempre più la nostra offerta turistica, perché un turista soddisfatto di quanto trova nel territorio è un turista che ritorna e che fa crescere il numero di visitatori attraverso il passaparola".

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