Cantina Valpolicella, Negrar, “Amarone” e sua degustazione nel territorio.

di admin
“Tour” guidato, denominato “100x100 Valpolicella Classica”.

Prima di dare notizie sull’importante iniziativa della Cantina di Negrar, non si possono trascurare due chiarimenti. Primo: per Valpolicella Classica, s’intende il territorio collinare, dato dai Comuni della Provincia di Verona, di Fumane, di Marano, di Negrar, di San Pietro in Cariano e di Sant’Ambrogio di Valpolicella, nei quali, per la specificità del relativo “terroir”, ha avuto origine il vino “Valpolicella”, o meglio, il Valpolicella classico. Secondo, non di minore importanza del primo, perché riguarda il noto “Amarone”, nella sua storia, che viene prodotto dall’uvaggio, dovutamente passito, formato dalle misuratissime percentuali delle varietà d’uve Corvina, Corvinone, Molinara, Oseléta e Rondinella. Dire “Amarone” è come dire leggenda. Non è un vino derivato da studi o ricerche. Come per tante grandi invenzioni, l’origine dell’Amarone si deve, in parte, al caso. La sua nascita risale al 1936, quando nelle cantine di Villa Mosconi ad Arbizzano, frazione di Negrar, sede, al tempo di Cantina Valpolicella Negrar, il cantiniere Adelino Lucchese si accorse di aver lasciato fermentare troppo a lungo una botte di Reciòto, passito rosso, dolce e da dessert, considerato allora il vino più importante della Valpolicella. Complice la felice intuizione di come stessero cambiando i vini del territorio e il gusto dei loro estimatori, il direttore Gaetano Dall’Ora si rese conto di avere nel bicchiere, invece che un “Reciòto andato in amaro, un grande “Amarone”. Avvenne così, il “battesimo” dell’Amarone Extra della Valpolicella, imbottigliato per la prima volta con questa dicitura nel 1939 dalla Cantina, che ne custodisce ancora una bottiglia nel Caveau delle bottiglie storiche. Così si racconta oggi, con, orgoglio alla cantina di Negrar. Una bella storia, che, oggi, è la fortuna personificata della zona… Quanto alla voce “Tour”, guidato, esso condurrà l’appassionato a scoprire la diversità e l’originalità del territorio e dei suoi vini, in degustazione, tuttavia, a fine percorso. Durante il quale sarà dato ogni dettaglio sui metodi di appassimento, sulla bottaia delle Barrique, sul caveau delle bottiglie storiche e sulla bottaia d’Autore. Nella sala Domini Veneti, si degusteranno il Valpolicella superiore, il Ripasso, il Reciòto e, in fine, l’Amarone, abbinati a prodotti della migliore tradizione locale. Informazioni e prenotazioni, presso la Cantina Valpolicella Negrar, 045 60 14 300, info@cantinanegrar.it. Oltre ad essere territorio d’ottimo vino, la Valpolicella offre numerose occasioni d’interesse turistico: la bellezza delle colline coltivate a viti, olivi e frutteti, la vicinanza con Verona, il lago di Garda ed il Parco Naturale Regionale della Lessinia, in cui si trovano capolavori naturali come il Ponte di Veja, uno dei ponti in roccia più grandi e belli d’Europa. Ed ancora, la possibilità di visitare le Cascate di Molina, nella valle di Fumane, celebre anche per la Grotta, che figura tra i più importanti insediamenti al mondo della Preistoria, nonché le bellissime pievi longobarde e medievali disseminate nel territorio (maggiori info www.valpolicellaweb.it).
L’iniziativa, sia pure brevemente descritta e posta in atto dalla Cantina di Negrar, è pregna di motivi d’altissimo contenuto, mirando essa anzitutto alla realizzazione del grande concetto, per cui un buon vino va degustato fra il verde delle viti, che ne danno i grappoli, e fra le antiche mura della Cantina che, con passione e cura, lo produce. L’allargamento, poi, del tour alla visita del territorio crea interesse nel visitatore a ripetere la sua presenza e, con il passaparola, a originare quella di altri, creando ulteriore afflusso turistico, con le sue benefiche conseguenze.

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