Renzi fa il possibile… In una situazione difficile, alcuni progressi…

di admin
Si fa presto a rilevare problemi, criticare e contestare, ma, occorre a tutti, anche all’uomo della strada, diverso tempo per realizzare. E non parliamo del realizzare con rapidità in politica, dove ogni cosa dipende, non dal volere, di uno, ed è giusto, ma dal volere delle maggioranze, quando ci sono e quando le stesse, o…

Abbiamo assistito, anni fa, alla presentazione, per esempio, di una legge sul lavoro e di una sulla riduzione di rappresentanti del popolo, ma, tali proposte non sono state accettate. Ora, tanto per fare un esempio, in fatto di lavoro, qualcosa si è fatto e sembra che qualcosa si concretizzi, quanto a riduzione dei membri del Senato. Certo, sono cambiati i tempi, ma dobbiamo a Renzi, se in tal senso si sta positivamente procedendo, peraltro fra mille intralci, che non dovrebbero esistere, visto che ad un certo tipo di politica riformatrice non possiamo assolutamente sottrarci. Anche perché siamo legati all’Unione Europea e alla sua normativa, e condizionati dall’immenso potere della globalizzazione – vedi, per esempio, quanto sta accadendo a seguito delle svalutazioni del renmimbi – dalla quale, voglia o non voglia, in buona parte dipendiamo. Speriamo di non dovere registrare conseguenze negative dai fatti economico-finanziari cinesi, effetti, che potrebbero tornare d’intralcio ad un nostro più vivace e rapido risveglio, oggi in atto, ma piuttosto timido, verso la necessaria crescita. Comunque, ogni iniziativa governativa positiva, anche se di modesta entità, va apprezzata, se pensiamo che nei trascorsi vent’anni nulla è stato fatto in merito a riforme, mentre la tanto criticata Germania sta godendo i risultati di quelle messe in atto dal saggio socialdemocratico Gerhard Schröder – pur sempre socialista! – cancelliere federale dal 1998 al 2005… E gode delle recenti proprie riforme, in qualche modo, anche la stessa Spagna… Il fatto è che la vera correttezza politica sta nel fare anche quanto non sempre è positivo, nell’immediato, all’occhio dell’elettorato, e nel non pensare, quindi, alla possibile perdita di consensi, che potrebbe creare il varo d’una determinata legge innovatrice. La situazione, nella quale ci troviamo, condizionati come siamo da appartenenza all’Unione Europea – e meno male che ne siamo membri – e da globalizzazione, come dicevamo, ci impone di agire, adattando la legislazione, modernizzandola – sempre nel rispetto dei diritti dei cittadini – all’esigenza dei tempi, all’unico scopo di migliorare le nostre posizioni, nell’interesse degli elettori stessi. Ovviamente, non dobbiamo comportarci in un determinato modo, solo perché suggeritoci o impostoci dalla realtà, ma perché tale modo non è che quello derivante dai canoni da seguire, previsti dalla scienza amministrava e dal buon senso, in direzione della migliore buona amministrazione. Non si può spendere più di quello che si ha nel portafoglio… Non si può vivere da signori, a danno degli altri… Non si può lasciare vivere un paese, senza dotarlo di quella modernizzazione in campo legislativo, che gli permetta di essere all’altezza dei tempi… Non possiamo non incidere su certo vecchiume, che frena economia e vita, insistendo su un conservatorismo, unicamente dannoso, se vogliamo ottenere credibilità in Europa e nel mondo, tentando almeno, e Renzi vi tenta, di creare un minimo di crescita, che ci permetta di dimostrare la buona volontà, in fatto di una pur minima riduzione del debito pubblico… Il quale è il terzo nel mondo, dopo quello di Stati Uniti – ma sono gli Stati Uniti d’America – e dopo quello del Giappone – che è il Giappone… Con questo, non è che all’Italia manchino le risorse umane adatte ad una rinascita… Il fatto è che bisogna agire su riduzione della spesa pubblica, e, non è una novità, su maggiore considerazione per l’impresa – è gente di buona volontà e capacità, in tale settore non manca, come dimostrano i fatti – e su minore pressione fiscale, cui sembra che Renzi stia, appunto, pensando. Tuttavia, domanda: ci sarà il denaro necessario a sostituire le relative minori entrate? Alcuni fattori rendono il momento favorevole ad una ripresa, pur modesta, come il bassissimo prezzo del petrolio (riguarda soprattutto le imprese), i minori interessi da pagare sui Bot delle attuali emissioni (riguarda lo Stato), aiutata dal provvidenziale quantitative easing di Mario Draghi, che, per fortuna, continua, e la contenuta, anche se tendente all’aumento, quotazione dell’euro (1,13/1,14 USD), che facilita le esportazioni. Per questo, Renzi non deve fermarsi e non deve essere fermato in ordine all’attuazione delle riforme, da realizzare senza timore di copiare le migliori, sinora poste in essere nei più avanzati Paesi dell’UE. Del resto, il suo Job Act, tanto ostacolato, ma, con la sua maggiore flessibilità nel mondo del lavoro, sembra finalmente dargli ragione. In merito: perché il lavoro a tempo determinato, tanto diffuso in Europa, non può esserlo in Italia? Insomma, con Matteo qualcosa si fa e ci rendiamo conto delle difficoltà che egli trova ad introdurre innovazione…
Lasciamo andare avanti, dunque, Matteo, sperando che possa ringiovanire la politica del Paese, anche se ci sarebbe l’urgenza d’interventi più incisivi e di tempi più rapidi, tempi, che egli, tuttavia, non può accorciare… Ma, che, anche altri non sarebbero in grado di ridurre, perché così è la politica, che dimentica, purtroppo, come la rapidità di decisioni, accorte e costruttive, faccia bene ai cittadini e all’economia. Eliminiamo ogni lentezza, anzitutto, nella riduzione della spesa pubblica, dell’imposizione fiscale e della burocrazia… L’estero ci guarda!
Pierantonio Braggio

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