XXV anniversario della storica introduzione della “Deutsche Mark” nell’ex-Repubblica Democratica Tedesca.

di admin
La grande operazione iniziò il 1° luglio 1990.

Dopo il crollo del muro di Berlino (1961-1989), insanguinato dalla morte di numerosi fuggitivi, che tentando di  lasciare il mondo comunista, cercavano la libertà, nella Repubblica Federale di Germania, si è avuta, finalmente, l’unificazione tedesca. Ma, unificazione significava anche porre a disposizione della Germania orientale o Repubblica – per così dire – democratica tedesca, la moneta, che già circolava, dal 1948, nella Germania ufficiale ed incorporante, la notissima e storica Deutsche Mark. Ovviamente, l’operazione, la prima a livello mondiale e passo importante verso l’unificazione definitiva, è stata preceduta da studi, circa l’impatto economico-finanziario che la nuova valuta avrebbe creato in tutti i segmenti economici dell’ex-RDT e circa il come introdurre materialmente la Deutsche Mark, mentre veniva ritirato il marco orientale, di nullo valore, sia in moneta metallica che in banconote. Quanto al citato impatto, si cercò di fare il possibile perché il cambio di moneta in parola non peggiorasse la posizione economica dei 17.000.000 di tedeschi orientali e dell’apparato economico, che, pur decantato dal governo di Berlino est, come il decimo, nella classifica mondiale, giaceva nel disastro più completo. Si decise, quindi, un cambio di 1:1, per quanto riguarda salari, stipendi e pensioni, e di 2:1, per altri casi, come risparmi o importi di una certa sostanza. Per realizzare la cosa – con enorme spesa, tuttavia – si trasportarono nella Germania orientale 441 milioni di pezzi di banconote e 102 milioni di pezzi monetati. Il tutto per un peso di 1200 tonnellate e per un valore corrente di 28 miliardi di marchi occidentali. Furono necessari circa 100 trasferimenti da ovest ad est, non trascurando il fatto dell’esigenza della sicurezza dei trasporti e della distruzione del denaro-est ritirato e precedentemente denominato, da Berlino est, "Mark der DDR". Il cambio effettivo, ossia, con presentazione del contante orientale, onde ricevere quello nuovo, occidentale, forte e convertibile, nonché nuovo mezzo ufficiale di pagamento, iniziò subito dopo la mezzanotte del 1° luglio 1990 – venticinque anni fa – nella notissima e centrale Alexanderplatz, a Berlino. In tutta la Germania orientale, si formarono lunghe file di cittadini, davanti alle banche, per cambiare i propri avere nella nuova moneta. Certo, non furono facili per i cittadini orientali, i primi anni di vita, accompagnati dalla nuova valuta, tanto più che il sistema comunista aveva impresso, in quarant’anni di dittatura e di finto benessere, una visione del mondo chiusa e volta a fare considerare lo Stato unico, benefico e saggio amministratore di quasi mezza Germania. Stato che, invece, caduto il "muro" è andato in frantumi, per propria colpa, franando improvvisamente nel nulla. Gridavano i tedeschi orientali, prima dell’arrivo della Deutsche Mark: Restiamo se la Deutsche Mark viene – Se essa non viene, andiamo da lei!  Era grande la voglia di vita nuova e di libertà, dopo quarant’anni di prigionia comunista (1949-1989), istituita, guarda caso, appena tre anni e mezzo, dopo la sconfitta della tirannide nazista (1933-1945).       

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