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INAUGURATO IL NUOVO REPARTO DI RIABILITAZIONE

di admin
Padova. Nel Centro Medico di Foniatria l’Unità Operativa di Neurorabilitazione cognitiva per pazienti post acuti. INAUGURATO IL NUOVO REPARTO DI RIABILITAZIONE Guidato dal prof. Dalla Barba, lo staff assicura la massima professionalità in un clima familiare. Un nuovo reparto con 20 posti letto dedicato alla riabilitazione di pazienti post acuti, questa l’importante novità del Centro…

La riabilitazione: un’arma contro ictus, malattie neurodegenerative e traumi cranici
L’aspettativa di vita è aumentata e, con essa, le patologie legate all’invecchiamento, come l’ictus e l’Alzheimer. I traumi cranici sono la prima causa di invalidità tra i giovani. Con queste malattie oggi si convive, ma a costo di grossi cambiamenti nella vita di tutti i giorni. L’afasia, la perdita dell’uso della funzione verbale, le difficoltà di lettura, scrittura e di calcolo, la perdita della memoria sono tra le più frequenti manifestazioni, ma non le uniche, di tali patologie, che sono spesso associate anche a problemi motori, difficoltà nell’organizzazione della vita quotidiana, disordini della sfera emotiva e comportamentale che possono compromettere gravemente la qualità della vita del paziente.
In questi casi la riabilitazione riveste un ruolo di primaria importanza, in quanto aiuta il paziente ad acquisire o mantenere più a lungo un’autonomia nell’interazione con l’ambiente, e allo stesso tempo fornisce alla famiglia un valido e insostituibile sostegno fisico e psicologico. Il nuovo reparto del Centro Medico di Foniatria nasce proprio con questo obiettivo: dedicarsi alla riabilitazione dei pazienti in fase post acuta, mettendo a disposizione una camera accogliente e un team multidisciplinare altamente qualificato che mette a punto un programma riabilitativo individualizzato e integrato. Il tutto gratuitamente, grazie alla convenzione con il Sistema Sanitario Nazionale, e con liste di attesa davvero molto brevi.  

Clima familiare, altissima professionalità
Quello che colpisce quando si cammina tra i corridoi, tra l’altro meno anonimi di quelli ospedalieri ma più a misura di “casa”, è l’atmosfera familiare. Le stanze sono accoglienti e curate, ospitano uno o due posti letto, per un totale di 20 persone; anche il personale, presente in numero elevato, trasmette un clima sereno e confidenziale.
Si presenta così il nuovo reparto di riabilitazione, l’Unità Operativa di Neurorabilitazione cognitiva, affidata al prof. Gianfranco Dalla Barba, noto neurologo che lavora tra l’altro in stretta collaborazione con l’Insitut National de la Santè et de la Recherche Médicale – INSERM di Parigi.
Insieme a lui, uno staff medico composto da cardiologo, fisiatra, internista, geriatra e foniatra, e uno staff riabilitativo con neuropsicologo, logopedista, fisioterapista, terapista occupazionale, operatore socio sanitario e infermieri, studiano ogni caso singolarmente, a partire dalla valutazione clinica alla terapia, fino al monitoraggio dei risultati nel tempo. È questo il successo del Centro: la competenza del personale e l’attenzione che si ha per ogni singolo paziente.

Reimparare a farsi un caffè
Lo spirito che sta alla base del Centro è mettere a disposizione dei pazienti e delle loro famiglie, alla luce della più avanzata ricerca scientifica, gli strumenti e le terapie riabilitative più innovative, per ripristinare il più possibile una vita normale.
In primis dal punto di vista della comunicazione verbale, ma non solo. L’ictus, le malattie neurodegenerative e i traumi cranici infatti lasciano molto spesso il paziente nell’incapacità di compiere tutte quelle normali azioni quotidiane, che per questo vanno re-imparate attraverso un lavoro paziente e costante.
Non stupisce quindi di trovare, nel reparto dedicato alla riabilitazione, anche una stanza adibita a cucina, con tanto di moka pronta sopra i fornelli e di frigorifero, con una parete ricoperta di rubinetti e maniglie di ogni tipo e un’altra con collane e bracciali che danno un tocco di colore e festa. Farsi un caffè, aprire il frigo, indossare una collana, aprire il rubinetto dell’acqua, sono tutte azioni che il ragazzo, l’adulto o l’anziano colpito dalla malattia deve nuovamente apprendere, per tornare a condurre una vita autonoma e dignitosa.

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