Le Poste italiane e la prima Guerra mondiale (1915-1918). Emissione di quattro francobolli commemorativi da 0,80-€ ciascuno.
di adminRicordano l’allora Regno d’Italia in guerra, per circa quattro lunghi anni, quattro francobolli, emessi da Poste Italiane, ciascuno nel valore di 0,80-€, e dedicati rispettivamente a Francesco Baracca (1888-1918), asso dell’aeronautica italiana, accanto al suo velivolo; una stazione d’artiglieria da montagna del Corpo degli Alpini dell’allora Regio Esercito; una trincea, con una postazione di mitraglieri, durante la battaglia di Gorizia (agosto 1916) ed un Motoscafo antisommergibile – MAS della Regia Marina. L’occasione dell’emissione, in foglietto, ci fa soffermare su un tema piuttosto sconosciuto, ma molto interessante, ossia, quello, cioè, dell’attività delle Regie Poste, al servizio degli italiani in guerra, compresi, ovviamente, i rapporti fra soldati – ancora in vita – e famiglie e viceversa. Le Poste collegavano, informavano, fornivano diverse prestazioni – usando annulli (o timbri) speciali numerati e strettamente riferiti a reparti militari al fronte – assolutamente necessarie, a rendere almeno minori i disagi, creati dal conflitto in corso ed altro. Scrive, dunque, necessariamente in breve, Poste Italiane s.p.a., nel testo che accompagna la descrizione dei francobolli menzionati, diffuso da Lucrezia Variale, Comunicazione Territoriale, Poste Italiane,@variale@posteitaliane.it, circa l’impegno del Servizio postale, nel corso della prima Guerra mondiale:
Anche le Poste hanno vissuto in “prima linea” la Grande Guerra ed hanno offerto un importante contributo al Paese, durante tutto il conflitto, assicurando la comunicazione tra le truppe al fronte e le famiglie a casa grazie a uno straordinario impegno organizzativo, logistico e di umano coraggio. Per la prima volta dall’Unità, e un secolo prima di Internet, le Poste misero concretamente in rete tutta la nazione attraverso la raccolta e la consegna della corrispondenza nella duplice direzione Fronte-Paese e Paese-Fronte. In tal modo garantirono così un legame solido e quasi quotidiano tra i militari e i loro cari e contribuirono a tenere alto il morale di chi era in trincea. Nei quasi quattro durissimi anni di guerra ai confini orientali e settentrionali del Paese furono spedite circa 4 miliardi tra lettere e cartoline. La posta diretta dalle zone di guerra al Paese era raccolta con il servizio di Posta Militare allestito dalle Regie Poste, con propri uffici mobili e personale e si avvaleva della collaborazione dell’Esercito. Dalle varie zone del fronte, poi, la corrispondenza convergeva nei centri di smistamento. I servizi postali civili curavano poi la consegna ai destinatari. La corrispondenza destinata invece ai militari al fronte veniva raccolta come in tempo di pace e poi consegnata ai centri di smistamento delle Regie Poste riservati alla posta militare, e consegnata infine alle truppe quotidianamente. Furono oltre mille i dipendenti impegnati nei servizi di Posta Militare e più di 130 gli uffici postali. Inoltre, oltre cinquecento furono i dipendenti delle Poste che, arruolatisi, caddero in battaglia.
Ulteriori, importanti dettagli sul tema in trattazione, propone anche l’articolo La Posta Militare nella 1ª Guerra mondiale, parte prima: L’Organizzazione del servizio P.T., di Sergio Colombini. Il lavoro, documentatissimo e ottimamente illustrato, è apparso alle pp. 23-26 de la Voce Scaligera, numero unico, uscito in occasione della 124ª Veronafil, maggio 2015, diretto da Roberto Rossini ed edito dall’Associazione Filatelica Numismatica Scaligera, Corso Cavour 2, 37121 Verona, 045 59 10 86, veronafil@veronafil.it.
Pierantonio Braggio
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