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La Strage della Grande Guerra. Ora parole di retorica come 100 anni fa

di admin
E' stata una strage. E' una strage di civiltà che oggi moltissimi commentatori fanno. Una strage è una strage, milioni di morti perchè i grandi imperi centrali e le grandi potenze potessero evitare che i sudditi si rendessero conto che la belle epoque era una cosa possibile. Invece no, una strage, come quella dell'11 settembre…

Si dice  che  abbia portato  un po’  di coscienza  italiaca: balle  quando  l’Italia la fai con le baionette  o comprando la gente  , l’idem sentire di  un popolo  coltivato in secoli  si sgretola  si  distrugge e sopravanzano  idee e concetti   che non fanno  bene all’uomo , ma solo a chi   governa in quel momento.  La democrazia  come vediamo  ha molti  difetti,  spesso capita che  ai posti di potere  vadano  persone  che usano il potere solo  per riconfermarsi  al potere.  Quando uno non ha paura di perdere il potere  al sistema fa paura.  Gli  antichi greci,   gli  inventori della demos ,  avevano  diviso  il territorio  in piccole comunità  quasi del tutto  autonome ma unite da forti  legami.  L’unione di grandi Stati , di  grandi potenze, da  quella russa a  quella cinese, nate per  contraltare  alle potenze europee , probabilmente non reggeranno  la globalizzazione  dove  i piccoli stati  i distretti economici da soli ma  coordinati possono  gestire le contraddizioni  dell’individualismo impedendo il  nascere di altre guerre di  massacro. Lo spazio  vitale  è  dovuto  a tutti  ed ancora ce n’è per cui  la   pace  è ancora  perseguibile, e lo sarà  se si  rispettano  le dignità delle persone ed i tempi  propri di  maturazione.  
Certo  sono ancora molte le difficoltà ed i  momenti di crisi ( la Grecia attuale ne è un esempio) ,   ma  la necessità di trovare la sintesi   e la soluzione   senza fare guerre  è assolutamente prioritaria. Occorre valorizzare  la dignità dell’uomo nel suo  ambiente, dal piccolo pigmeo al  cacciatore   Iniut, dal contadino   belga  o al fabbro  tedesco. Allora  non serviranno  armi  di offesa violenta, convenzionali  o meno,  se non per legittima difesa, e non serviranno guerre  per far  crescere la gente, per fare  gli ITALIANI, uomini o donne. Occorre usare i  beni comuni, come  acqua, aria   o   beni  frutto  dell’intelligenza umana,  come gli alimenti o  petrolio, per  non svilire  svilire le altre genti  lasciando ad ognuno il tempo per crescere, senza gassificare  o incendiare o stuprare o ammazzare il vicino che  vuole alle fine quello  che ognuno di  noi  vuole, trovare uno spazio vitale ed  un po’ di amore per sperare  nel futuro.

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