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“I dirigibili” nella guerra 1915-1918. In Santa Maria in Chiavica, Verona, conferenza a cura di Ugo Brusaporco e Michael Benson. Relatore principale sarà il comandante Alessio Meuti.

di admin
Chi ama la cultura, si rende conto che di storia e di sapere in generale, per quanto molto, sempre si conosce ben poco. Tuttavia, le occasioni per approfondire non mancano, come è il caso dell'originale proposta, che segue e che ha il pregio di essere solo uno dei molti motivi d'incontro culturali e settimanali, di…

 "È solo con il primo decennio del ‘900 che gli italiani cominciano a utilizzare e a costruire dirigibili. Essi sono, tuttavia, i primi a sperimentarne l’uso bellico, nel 1911, durante la guerra di Libia. Nella stessa occasione, si avrà anche il primo utilizzo bellico di aeroplani.
Lo scoppio della prima guerra mondiale vede un intenso uso dei dirigibili e costituisce, da un lato, una formidabile spinta al miglioramento delle relative prestazioni, dall’altro, un banco di prova delle capacità e dei limiti dei dirigibili stessi. All’inizio delle operazioni la Germania è incontestabilmente all’avanguardia, sia come numero e qualità dei mezzi, sia come cantieri e capacità progettuali.
Anche gli italiani progettano e costruiscono, durante la guerra, numerosi dirigibili, soprattutto semirigidi, che impiegano intensamente per bombardamento notturno, ricognizione e controllo delle rotte navali. In particolare le caratteristiche del nostro teatro operativo, con distanze modeste e condizioni climatiche non estreme, portano gli italiani a privilegiare, rispetto a velocità o ad autonomia, la capacità di portarsi a quote elevate, per sfuggire alla reazione nemica, durante le missioni di bombardamento"- dal sito dell’Associazione Dirigibili Archimede.
        Un incontro importante, quindi, che va tenuto in alta considerazione, per il suo contenuto, ricercato e certamente non molto noto, come altri, e che dimostra, ancora una volta – ben al di là degli eventi "guerre", sempre da evitare, per il rispetto dovuto alla dignità umana – il nostro alto grado di creatività tecnica.
Pierantonio Braggio

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