Tomezzoli, consorzio di bonifica: “Non toccheremo le tariffe” Lo ha detto nel Consiglio di Confagricoltura Verona, incalzato dal presidente Paolo Ferrarese
di adminTomezzoli ha spiegato che i cinque anni precedenti di gestione sono stati dedicati a uniformare servizio e tariffe, precedentemente spezzettati in tre consorzi, “ectoplasmi completamente diversi tra loro”. Un lavoro che ha comportato una distribuzione armonizzata delle spese e un piano unificato di bonifica e irrigazione. “Stiamo riuscendo a riguadagnare la fiducia e la stima degli associati e ora possiamo avere davvero la possibilità di essere a fianco dell’agricoltura nei prossimi anni – ha detto Tomezzoli -, individuando le linee strategiche per l’agricoltura”.
Il primo passo sarà la razionalizzazione della macchina burocratica, che consentirà di diminuire le spese e quindi di contenere le tariffe: “Contiamo di effettuare una diminuzione del personale del 5 per cento, senza toccare però l’organico che lavora nelle campagne – ha chiarito il presidente del consorzio -. In questo modo riusciremo a recuperare risorse che ci consentiranno, insieme ad altre economie di scala, di mantenere le tariffe invariate nel prossimo quinquennio. E questo nonostante la riduzione dei fondi regionali, il dimezzamento dei contributi per la manutenzione e l’aumento delle spese”.
La carenza di fondi e il ritardo dei pagamenti da parte della Regione, ha allargato le braccia Tomezzoli, sono il motivo per cui le opere che procedono al rallentatore: “La rete avrebbe bisogno di un riordino generale e di parecchie vasche di laminazione, alla luce delle piogge devastanti degli ultimi anni. Però non ce la sentiamo di accendere mutui e di pesare sui contribuenti”. Sulle nutrie, problema sollevato da molti agricoltori in sala, Tomezzoli ha risposto che “sono un grosso problema anche per noi. Purtroppo viviamo in un’epoca in cui regnano il populismo e la demagogia, ma nessuno indica soluzioni. Ora se ne sta parlando di più perché sono arrivate sul lago di Garda e disturbano i turisti. Ma perché si faccia veramente qualcosa ci dovrebbe scappare il morto, perché in Italia si opera solo nell’emergenza”.
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