Fattura d’acquisto di un’automobile, modello “Landaulet”, datata 9.5.1912. Il documento, con parte di pieghevole illustrativo, conservato in Palazzo Castellani de Sermeti, Verona.
di adminLa denominazione, riferita al modello in tema, non è, quindi, indicazione di marca, ma solo di modello, ed usata, con il passare del tempo, come tale, da diverse case automobilistiche. Il nostro veicolo, Landaulet limousine, comunque, fu acquistato in data 9.5.1912, come dimostra la fattura, la quale riporta ogni dettaglio, al punto da lasciare l’osservatore attratto dalla precisione della sua compilazione. La fattura mostra anche qualche correzione, necessariamente, inserita ad inchiostro…, come nel caso di sterzo 4%, in alto a destra… Interessante è anche la p. 5 del pieghevole d’offerta, con tanto di foto e di ottime descrizioni tecniche, che risaltano maggiormente nella fattura, laddove appaiono elencati gli accessori ed il prezzo finale, peraltro, scontato del 30%, per un totale di 5700 lire del tempo. Lasciamo agli appassionati, a questo punto, di scoprire gli altri dettagli del documento – che, indirettamente, ci fa capire anche il motivo, per cui i nostri posteri parlavano di landò, riferendosi ad una carrozza – mentre ci corre l’obbligo di proporre qualche dato sul magnifico edificio-museo, che ospita fattura e le fotografie, sulle quali ci siamo piacevolmente soffermati. Per la geografia e per la chiarezza di toponimi, l’attento amico Nemitz sottolinea che una Landau an der Isar, ossia, Landau sull’Isar, si trova in Baviera, a nord di Monaco….
Il Palazzo Castellani di Sermeti, www.palazzocastellani.com, ubicato nel centro storico di Verona, in Corso Castelvecchio 25, e costituito di spaziose e meravigliose sale, adatte per importanti incontri e mostre, si trova in posizione invidiabile in fatto di autostrade e d’ogni mezzo di comunicazione, oltre ad essere, al tempo, un vero museo, le cui finestre guardano su un ampio, invidiabile giardino interno. Una serie di stratificazioni costruttive fanno risalire i suoi inizi al tardo Medioevo, mentre ancora leggibile è oggi un pregevole intervento cinquecentesco di Teodosio Dondonini. Alcuni affreschi sono riconducibili alla bottega dei Ligozzi, secoli XVI e XVII. Monumentale facciata, solenne androne a colonne ioniche e maestoso scalone a tenaglia sono stati realizzati su progetto di Luigi Trezza (1752-1823). Il Palazzo fu dei Maffei, nel primo 1600, dei Canossa dal 1826, e, nel 1867, venne acquistato dai Castellani di Sermeti, che saggiamente lo hanno recentemente riportato al suo antico splendore, per la bellezza della città scaligera.
Pierantonio Braggio
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