Verona 1884-2014. Convegno sul tema: “Centotret’anni del servizio di trasporto pubblico a Verona”.

di admin
Di mezzi di trasporto, ogni centro abitato ha bisogno. Ne ebbe bisogno Verona già a fine anni 1800. Fu allora, infatti, che iniziò a circolare, nella città scaligera, la prima carrozza a cavalli, che si muoveva su rotaie, talché il sottoscritto non dimentecherà mai un'antica cartolina, che presentava tale carrozza, in Piazza Bra, diretta verso…

Momento centrale del convegno, che, per questo, merita d’essere definito storico, è stata la proiezione, guidata, di un corposo complesso di fotografie – tratte da cartoline storiche o da riproduzioni del tempo – eseguita da Maurizio D’Alessandro, che, data la sua vocazione ed il suo impegno di ricercatore e di studioso di temi veronesi, ha presentato un quadro ampio, e completo, dell’evoluzione del trasporto pubblico nella città scaligera. Il primo servizio pubblico di Verona fu inaugurato l’11 maggio 1884, con carrozze cavallo su rotaia, sia in versione estiva, che invernale, e dotato, nel complesso, di ben 40 cavalli (la foto, che riproduciamo, fa parte dell’importante repertorio di Maurizio D’Alessandro) – vi fu, persino, un servizio, non su rotaia, per Bosco Chiesanuova e, dal 1893, anche per Casaleone, nel Basso Veronese. Nel 1908, si passò al tram elettrico, denominato, dai cittadini, tranvai, dall’inglese tramway, con un prolugamento, realizzato nel novembre 1914 e partendo da Cesiolo, per Avesa. Dall’11 maggio 1937, si ebbero le prime filovie, con veicoli Breda (4 carrozze e 4 linee), rimaste in attività (nel 1942, la rete filoviaria copriva 34 km cittadini), anche se parzialmente, sino al giugno 1975, in quanto già dal 1960, apparvero in città i primi autobus, alcuni dei quali, negli 1961-1962, a due piani. Quanto all’amministrazione e all’esercizio del servizio, all’inizio della sua elettrificazione, nel 1908, essi furono lasciati dal Comune a una società belga, dal 1919, pilotò il tutto il Comune di Verona in proprio, dal 1935, la guida passò nelle mani della società SAER e, dal 1956, sindaco Giovanni Uberti (1888-1964), tutto l’esercizio del trasporto pubblico fu municipalizzato, dando origione all’attuale AMT, che, con i suoi veicoli, percorre oggi una media giornaliera di ben sette milioni dichilometri.
Dall’assessore comunale Enrico Corsi e dall’ing. Carlo Alberto Voi, si è saputo, circa il nuovo filobus – risultato di un progetto risalente al 1995, ma che prevedeva una troppo costosa tramvia – che la prima pietra, per il deposito-mezzi in zona Genovesa, sarà posta a fine del corrente dicembre, mentre i lavori in generale avranno inizio nella prossima primavera. Percorreranno i tragitti cittadini, coprendo tutta l’urbe, 37 mezzi bimodali (in città, con motore elettrogeno euro 6, fuori mura, con aste di captazione), ciascuno di 18 metri di lunghezza, capaci di 150 persone e in grado di muoversi rapidamente, senza troppe fermate, previsto essendo per gli stessi un percorso moderno e assolutamente facilitato. Il costo di tale operaziona ammonterà a 130 milioni, dei quali il 60%, coperti con contributo statale e il 40%, con esborso comunale.
P.B.

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