Renzi e l’urgente esigenza di realizzare riforme, importanti per ridare slancio all’economia. Idee e volontà da parte sua non mancano.

di admin
Di Renzi, bisogna sincermente dire che è andato al potere, con una visione chiarissima di quanto avesse bisogno il Paese. Sapeva bene che l'Italia è economicamente ferma da vent'anni e che senza le riforme, delle quali da decenni si parla, senza concludere nulla, saremo forzatamente costretti ad un'ulteriore caduta soprattutto del livello di vita sociale…

L’unico modo, per trovare una chiave di svolta alle pesanti difficoltà attuali è di fare il possibile, da parte dì ogni partito, accontentandosi, se necessario, da un lato, anche di provvedimenti di modesto contenuto, purché buona parte di essi vada finalmente in vigore, e dall’altro, rinunciando all’inveterato conservatorismo, facendo capire all’elettorato, che così, nello stato in cui ci troviamo – legati all’Europa, senza della quale, ci troveremmo ancora peggio, con un debito pubblico, sicuramente ben superiore a quello enorme e disastroso attuale, e battuti senza sosta, dalla globalizzazione, con i suoi prodotti ed i suoi prezzi ridotti – non possiamo e non potremo proseguire oltre. Ha ragione Matteo, al quale raccomandiamo, tuttavia, di non perdere tempo e, per il momento e ove possibile, di trascurare la legge elettorale, la quale sembra interessare solo ai partiti, più attenti a se stessi, che ai cittadini. Partiti, che dinanzi alla difficile situazione attuale, hanno dovuto prendere atto, in occasione delle recenti regionali, purtroppo, dello scarso interesse per le urne, che conosciamo. Del resto, siamo giunti al punto che qualsiasi partito politico fosse al governo – non essendovi altre vie d’uscita, differenti da quelle proposte da Renzi, dalla tristissima crisi nazionale – deve e dovrà attuare uguali provvedimenti. I quali devono unicamente dare una svolta incisiva alla politica, in direzione di costruttive realizzazioni, mettendo al bando inutili discussioni. Se, poi, Renzi dovesse trovarsi senza maggioranza – intanto, le urne l’hanno confermato – dovremmo affrontare un altro problema – visto che le riforme, da lui proposte vanno comunque concretizzate – problema di dare vita ad un governo, che le riforme faccia, in quanto, è stato detto e ridetto, che senza riforme, senza minore spesa e senza minori imposte, non ce la caveremo mai più. Tanto più che il debito pubblico è enorme, indigeribile da un’economia in recessione, quale quella della Penisola. Quanto al tema presidente della Repubblica, lasciamo lavorare con serenità Giorgio Napolitano, che impegna se stesso al massimo, per il bene del Paese, meritando elogio, e, ripetiamoci, pensiamo, pensiamo, invece, al dovere pressante di ridurre la disoccupazione, anziché essere costretti ad accettare percentuali continuamente in aumento della stessa, mettendoci nei panni di chi lavoro non ha o sta per perderlo… E speriamo che ci siano di aiuto il ridimensionato corso dell’euro, la quotazione, in incisivo calo, del petrolio e la riduzione del tasso d’interesse, da riconoscere ai sottoscrittori di Bot…
P.B.

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