Il sammicheliano Lazzaretto, Verona, affidato dal Comune al FAI-Fondo Ambiente Italiano. L’importante opera sarà ristrutturata, gestita e valorizzata, mentre riqualificati saranno i terreni, a destra dell’Adige, che la ospitano dal 1628.

di admin
Finalmente – finalmente, perché un’opera d’arte e un’area eccezionale giacevano nel peggiore degrado – il Lazzaretto, dopo secoli di disastro e di abbandono, risorge a nuova vita. Ci penserà la saggezza di FAI, organizzazione senza scopo di lucro, a restaurare il lavoro sammicheliano e a dare nuovo aspetto al verde, che lo circonda, onde renderlo…

La straordinaria opera, cessato il suo servizio a fine Settecento, fu trasformata in lazzaretto militare e, quindi, in deposito di munizioni e tale rimase sino al 1945, quando il deposito saltò in aria, danneggiando gravemente la struttura e massacrando 30 cittadini. Va ricordato anche, ed è pure grande storia, che nel Lazzaretto assisteva i ricoverati e celebrava la Messa il Beato don Carlo Steeb (1773-1885), fondatore delle veronesi Sorelle della Misericordia.
Il sindaco Flavio tosi ritiene ottima la soluzione trovata, per riportare alla luce un monumento importante, grazie appunto all’impegno di FAI, della Fondazione Cariverona – presidente: Paolo Biasi – che ha posto a disposizione la somma di 250.000-€ – e del Comune stesso, che provvederà ad un consistente contributo, come confermato anche dall’assessore, Enrico Toffali, altrettanto soddisfatto di un’operazione, che porrà a disposizione di Verona un grande monumento e un verde straordinario, nel giro di qualche anno. L’assessore Toffali ha annunciato anche la costruzione d’un ponte ciclopedonale ligneo, nell’aspetto, adatto all’ambiente, che permetterà d’attraversare l’Adige e di raggiungere la meravigliosa zona in tema. Parole di massima soddisfazione ha espresso il presidente nazionale FAI, Andrea Carandini, che nell’operazione vede il mezzo per trasformare un luogo di sofferenza e di alta storia in punto agibile, artistico, piacevole e promotore di cultura. Annamaria Conforti Calcagni, animatrice del tutto e capo-delegazione FAI di Verona, s’è detta grata a Fondazione e Comune per la loro apertura e disponibilità, tanto più che l’area, che verrà riqualificata, disporrà fra l’altro anche d’un centro per la cultura della salute nella natura – la zopna, intonsa, lo permette – e della visione eccezionale del tempio sammicheliano, che verrà posto in sicurezza, mentre il terreno che lo circonda nelle vicinanze, verrà bonificato dagli ordini bellici, per lo più mine, ancora esistenti. Si farà uno studio dettagliato, anche con rilievo fotogrammetrico, dei materiali superstiti della struttura architettonica originari, per giungere ad un restauro e a una riqualificazione il più perfetta possibile. Marco Magnifico, vicepresidente FAI, con massima dedizione e grande entusiasmo, si è detto compiaciuto dell’accordo raggiunto con il Comune e con Fondazione Cariverona, non ascondendosi che i lavori, data la complessità del progetto e volendo rispettare l’anima della zona, richiederanno un certo tempo, per cui occorreranno pazienza e iniezioni di liquidità, anche da parte degli amanti dell’arte e della natura, per ridare alla città di Verona un qualcosa di artisticamente e storicamente eccezionale.
Le premesse, dunque, ci sono, la migliore volontà non manca, per cui si può essere certi che i risultati si vedranno, nel grande nome di Michele Sammicheli, che i veronesi, finalmente, conosceranno più da vicino.

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