La scuola va sburocratizzata e resa più aperta alle esigenze dell’impresa. Ai docenti vanno garantiti il dovuto rispetto, il diritto di insegnare, disciplina nelle aule, insindacabilità dei giudizi e dignità universitaria.

di admin
La scuola italiana torna in auge ogni qualvolta si forma un nuovo governo, ma i risultati, alla fine, sono sempre gli stessi. E ciò si verifica da decenni, da quando cioè si è permesso alla politica di entrare nella scuola stessa, fatto che ha fortemente ridotto la possibilità di serio insegnamento e, al tempo, il…

Perché, poi, il docente delle medie – che, quanto a stipendio, dovrebbe essere equiparato all’insegnante universitario – possa impartire il suo insegnamento, con la dovuta attenzione e spontaneità, occorre che nella sua aula domini la massima disciplina e che, quindi, ogni disturbo sia evitato, così come avviene nelle aule universitarie; questo, perché la mancanza di disciplina significa assenza di rispetto verso il docente stesso, che si sente fortemente sottovalutato ed umiliato, e verso quei giovani, e ci sono!, che al buon comportamento s’attengono e che, quindi, vogliono fare tesoro dell’insegnamento, che ricevono. Il docente della scuola media deve, inoltre, essere in grado di dare giudizi, anche del tutto negativi, senza essere condizionato da una certa atmosfera, che non gli permette di decidere nella massima libertà, così come avviene in altri settori e nella stessa università: parliamo di insindacabilità di giudizio. Ancora: non può essere che il docente, così come avviene da decenni, perda ore ed ore in riunioni scolastiche pomeridiane – caratterizzate da discussioni, che non portano a nulla, così come dimostra il fatto che, nonostante l’impegno dei docenti stessi, la scuola non dà i risultati, che da essa ci aspettiamo. Certo, abbiamo parlato soprattutto di normativa e di docenti, che vanno maggiormente considerati per il loro alto compito, ma, questo, perché pensiamo ai giovani, nostro futuro, che devono uscire dalla scuola non solo profondamente preparati e coscienti degli impegni, che loro riserva la vita, ma muniti di un diploma, che nel breve tempo assicuri loro un’occupazione. In merito, non possiamo “copiare”, una volta tanto, il meglio, da applicare da noi, dalle scuole dei Paesi europei più avanzati?

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