FAI – Fondo Ambiente Italiano e Comune di Verona per il restauro dell’antico “Lazzaretto”. Il quartiere di San Pancrazio rivedrà risorgere un’importante zona verde, dominata dal Tempietto, forse, di Michele Sammicheli (1484-1559).

di admin
Dopo anni ed anni di miserabile abbandono, la zona verde, nota a Verona, come “Lazzaretto”, tornerà a godere, per quanto possibile, del dovuto onore. Onore per Verona, per il quartiere di San Pancrazio e per la storia della città scaligera. Verona ebbe un suo “Lazzaretto” sino dal 1628, quando terminarono i lavori di costruzione dello…

La convenzione prevede: bonifica dell’area da possibili ordigni bellici; realizzazione d’indagini preliminari e rilievi delle murature perimetrali; rilievo dendrocronoligico delle specie arboree presenti; rilievo dello stato di conservazione; analisi delle fasi costruttive della fabbrica; progetto di conservazione del Tempietto; rivitalizzazione dei percorsi esistenti fra i diversi monumenti e i siti naturalistici; organizzazione di eventi e uso degli spazi, al fine d’assicurarne la pubblica fruizione e la valorizzazione del compendio, oggetto dell’accordo. Il tutto senza trascurare ogni possibile obiettivo culturale. Ogni spesa sarà a carico del FAI, che, ovviamente, intende giustamente agire, rivolgendosi a privati, per il finanziamento del lavoro, che mira, al tempo, a valorizzare anche il territorio e il suo paesaggio.
La capo-delegazione Conforti ha segnalato come una generosa donazione di terreno, eseguita da un privato, permetterà di ampliare la zona “Lazzaretto”, riservando tale appezzamento alla creazione di “orti” pubblici, con il loro importante e positivo risvolto sociale.
Quanto alla spesa nel suo complesso, essa è prevista in circa 600 mila euro, a parziale copertura della quale 250 mila euro sono già stati promessi da Fondazione Cariverona. E’ chiaro che chi volesse contribuire con ulteriori importi, sarà il benvenuto. I lavori dovrebbero essere portati a termine, almeno parzialmente, entro il 2015.
Finalmente, i veronesi possono dirsi, quiandi, lieti di venire posti in grado di visitare, fra breve, una zona meravigliosa, a destra dell’Adige, che mentre meritava d’essere non solo ammirata, ma anche utilizzata diligentemente per il tempo libero, si trovava e si trova in una pesantissima situazione di degrado, a danno di una delle migliori zone cittadine, che in fatto di verde, peraltro in buona parte, autoctono, non ha uguali. Un plauso, quindi, al FAI, che restituirà ai veronesi un’opera d’arte, degna di massima attenzione, e ed uno spettacolare paesaggio.

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