Forum economico italo-tedesco: due modelli a confronto, presso il Banco Polare. Ospite il Console generale di Germania Milano, Peter Dettmar.

di admin
Di incontri, come quello dello scorso lunedì 12 maggio 2014, tenutosi nelle sale del Banco Popolare e riguardante le situazioni economiche rispettivamente dell’amica Repubblica Federale di Germania e dell’Italia, ce ne vorrebbero molti e ricorrenti, perché lo scambio di esperienze e di vedute, miranti alla “crescita”, è sempre un affare, in quanto permette di porre…

Per il direttore generale del Banco Popolare, Maurizio Faroni e per Silvio Marzari, responsabile della Delegazione Regionale di Verona della Camera di Commercio Italo-Tedesca, le già ottime relazioni con la Germania – a Verona, fra l’altro, operano non meno di 200 aziende tedesche, soprattutto nel settore della distribuzione – offrono ancora grandi opportunità di ampliamento della collaborazione, mentre da parte italiana va riveduta e semplificata la troppa e paralizzante normativa, che, in ogni settore, frena l’impresa estera ad investire nel nostro Paese.
Il console generale a Milano Peter Dettmar, persona di grande esperienza, acquisita in altri Paesi, dimostrando massima simpatia ed attenzione per l’Italia, ne ha tracciato la sua evoluzione economico-sociale, non tralasciando di evidenziare il suo boom degli anni Sessanta e sottolineando che dal 2002 sono ammontati a 105 miliardi di euro gli scambi commerciali fra i nostri due Paesi; che l’Italia è il secondo Stato manifatturiero in Europa, con il quale esiste buona sinergia, che deve portare anche a convergenza; che l’Italia – dove le regioni più attive sono Lombardia e Veneto, dal 2008, ha dovuto basare la sua economia sull’export, nel cui settore la Germania è primo partner commerciale, tenendo presente che Verona, nel 2012, ha esportato per 6 miliardi di euro ed importato per 1,55 miliardi; che il modello Germania con grandi e medie imprese, dovrebbe essere realizzato anche in Italia; che se a Verona vi sono 200 aziende tedesche, fra cui la Volkswagen e la Lidl, le tedesche in Italia sono 2800, mentre le italiane in Germania 2450… Tutti elementi che confermano l’ottimo, vivace ed importante rapporto commerciale fra i nostri due Paesi. Purtroppo, tuttavia, l’Italia ha un costo del lavoro e dell’energia troppo alti, una burocrazia pesante e non chiara, giustizia lenta… Il Governo Renzi, con cambiamento radicale nella politica, sembra dare una svolta positiva ai problemi italiani, con progetti di riforma… e con l’intensificazione del dialogo bilaterale (fra Italia e Germania) a livello politico-ministeriale…, dialogo che può essere sicuramente migliorato. Considerazioni che sono motivo di speranza per un maggiore incremento, che è possibile, delle relazioni – in merito, grande contributo sta dando la Camera di Commercio Italo-Germanica – non dimenticando che, un recente studio, assegna all’Italia uno degli ultimi posti, per mancanza d’attrattività, in fatto d’investimenti esteri. La detta Camera di Commercio, con sede a Milano, offre servizi a livello mondiale e, come tale, è molto ed utilmente consultata, sia pure a pagamento, contribuendo fortemente a facilitare le relazioni commerciali. Il Console, comunque, vede la salvezza dell’imprenditoria italiana nella sua capacità di creare ottimi prodotti di qualità, richiesti in tutto il mondo… L’impresa va aiutata con meno burocrazia e con incisive riforme, così come hanno fatto i tedeschi nei primi anni 2000, semplicizzando e creando efficienza, promuovendo costituzione di imprese, marketing e produzione a costi sostenibili. Importante, poi, la conoscenza delle lingue, per cui, nelle relazioni con la Germania, ottima cosa sarebbe conoscere anche un po’ il tedesco…
Giuseppe Tartaglione, oggi, chairman delle Corporate Relations Italy del Volkswagen Group, evidenziati alcuni dati, anche storici, della Volkswagen, che, scelta Verona, sin dai primi passi, dal punto di vista logistico, non solo, nel tempo, si è ampliata in Italia con varie importanti acquisizioni di aziende, come Lamborghini, Ducati, ecc,. ma, pur subendo i pesanti costi dell’attuale debolezza economica italiana, quanto a risorse umane, non ha inteso prendere decisioni negative, perché, superando ogni pessimismo, si è basata sulla fiducia e ha creduto nella capacità e nell’esperienza del suo personale, attendendo la ripresa e rispettando le promesse, che vanno comunque mantenute, creando credibilità. Essenziale, anche per Tartaglione, la conoscenza delle lingue… E’ poi importante che l’impresa s’accolli il pericolo del rischio e che la politica pensi alla riduzione del deficit.
Gabriele Colleoni, caporedattore del quotidiano veronese L’Arena, condivisa la diagnosi esposta dal console Dettmar, ha confermato come la fiducia sia elemento fondamentale negli affari, come la politica amministrativa, voluta dall’Europa, miri ad una corretta tenuta dei conti – sottolineamo: fattore essenziale per famiglie, imprese e stati –come le normative pubbliche non debbano trasformarsi in cappio al collo e come la permanenza di giovani all’estero crei in essi formazione, cultura e conoscenza delle lingue.
Il giornalista Heinz-Johann Fischer della Frankfurter Allgemeine, mentre ha fatto da moderatore, ha espresso grande simpatia per l’Italia, la quale, come sopra menzionato, ha grandi potenzialità, per superare l’attuale momento difficile.
L’occasione del convegno ha offerto la possibilità ad un operatore presente in sala di segnalare come, avendo avuto bisogno di una certa area in quel di Monaco di Baviera, una volta fatta la domanda, l’area stessa gli sia stata assegnata in 50 giorni e come, avendo ritenuto dovere di portare un “pandoro” ad un funzionario, questi l’abbia accettato solo in presenza di un collega… C’è da imparare e da copiare…!

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