Cambiamo la finanza per cambiare l’Europa!

di admin
Il network di banche etiche europee FEBEA lancia una raccolta di firme su Change.org per chiedere ai candidati alla Presidenza della Commissione UE regole capaci di ricondurre la finanza al servizio del bene comune Quasi 6mila firme raccolte in 48 ore!

La Federazione Europea delle Banche Etiche e Alternative (Febea) ha lanciato una raccolta di firme sulla piattaforma Change.org per chiedere ai candidati alla presidenza della Commissione Europea l’impegno ad adottare regole capaci di fermare la deriva speculativa della finanza e ricondurla al servizio dell’economia reale e del bene comune. In meno di 48 ore sono state raccolte quasi 6mila firme.

Febea riunisce 25 istituti finanziari orientati alla sostenibilità sociale e ambientale attivi in 14 Paesi Europei. L’italiana Banca Etica è stata tra i promotori della Federazione che oggi conta più di 500.000 persone, tra soci e clienti, che hanno scelto la finanza etica. Le banche aderenti a Febea – nel loro insieme – realizzano un totale attivo di 28.279 mln € (dati 2012).

«La causa più evidente della crisi che sta colpendo l’Europa ormai dal 2007 è sicuramente il modello di sviluppo intrapreso, a partire dai primi anni ’90, dalla finanza mondiale – si legge nel testo della petizione -. I mercati finanziari si sono sviluppati in modo incontrollato, ma questo sviluppo non sarebbe stato possibile senza leggi e decisioni politiche permissive ed accondiscendenti, e negli ultimi venti anni la politica si è progressivamente piegata al mondo finanziario. Inoltre, di fronte a questi fenomeni di portata globale, i cittadini si sentono spesso impotenti, semplici “spettatori” di processi apparentemente lontani dal quotidiano, che a prima vista non si riescono ad influenzare. Ora che ci troviamo in prossimità delle elezioni europee, è importante che i candidati si assumano la responsabilità di intervenire per correggere le distorsioni del sistema finanziario, ridando alla politica il ruolo che merita. Solo un messaggio chiaro in tal senso permetterà ai cittadini di acquisire nuova fiducia nella politica e votare con maggiore coscienza».

Per questo attraverso la petizione – accessibile per ora in 4 diverse lingue UE – i cittadini europei potranno porre 6 domande cruciali ai candidati alla Presidenza della Commissione Europea (Jean-Claude Juncker, EPP; Martin Schulz, PES; Guy Verhofstadt, ALDE; José Bové and Ska Keller, Green; Alexis Tsipras, EL)

1. Come intende intervenire nel processo di introduzione di una Tassa sulle Transazioni Finanziarie, che sia efficace nel contrastare la speculazione in tutti i Paesi UE, iniziato con la proposta della Commissione del 28 settembre 2011

2. Cosa intende fare per garantire quella separazione tra banche che svolgono attività finanziarie rischiose e banche basate principalmente sulla raccolta del risparmio, auspicata dal Rapporto Liikanen e recentemente sviluppata dalla proposta di riforma strutturale del sistema bancario promossa dalla Commissione il 29 gennaio 2014? A tal proposito riterrebbe opportuna una completa separazione giuridica tra banche commerciali e banche di investimento?

3. Incentrando la propria strategia d’investimento sul finanziamento di progetti che comportano una plusvalenza di natura sociale, culturale o ambientale, le banche etiche europee privilegiano ormai da vari anni una gestione sostenibile e trasparente dell’attività bancaria, dedicandosi da sempre a sostenere l’economia reale. Cosa ne pensa di un riconoscimento specifico del ruolo di tali banche, anche nell’ ambito della normativa di Basilea III?

4. Cosa intende fare per contrastare i Paradisi fiscali, fonti importanti di quelle distorsioni che hanno causato la crisi finanziaria?

5. Sulla base dei lavori avviati con la Comunicazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento Europeo del 04 Settembre 2013 cosa intende fare per contrastare il “shadow banking system”, cioè quell’insieme di intermediari finanziari non bancari che fornisce servizi simili alle banche commerciali ordinarie, con approcci e modalità che tendono però ad evitare gli ordinari controlli delle autorità di monitoraggio?

6. Ad integrazione della European Market Infrastructure Regulation (EMIR) cosa intende fare per regolamentare i derivati, in particolare su quelli non regolamentati, che sono stati tra gli strumenti finanziari alla base dell’odierna crisi, e che ancora oggi hanno un peso rilevante?

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