RISPETTO DEL TERRITORIO E SOSTENIBILITÁ IN ARCHITETTURA AL CENTRO DELLA LECTIO “POWER OF PLACE” DI KENGO KUMA A VERONA

di admin
Al termine dell’evento l’architetto giapponese è stato accompagnato in visita ad alcune cave in Lessinia, per conoscere da vicino una parte importante del patrimonio di pietra naturale del nostro territorio. Una lezione di rispetto del territorio e di sostenibilità in architettura, quella che l’archistar giapponese Kengo Kuma ha impartito a un pubblico numeroso e interessato…

Con questo evento Marmomacc si fa ancora una volta promotrice delle virtù estetiche, qualitative e funzionali nell’impiego della pietra naturale in architettura. L’argomento, molto discusso nel settore architettura e design, si amalgama perfettamente alla filosofia dell’opera di Kengo Kuma. Egli elabora i propri progetti dalla trasformazione creativa e poetica dei materiali. In particolare, le sue opere in pietra sono espressione di un dialogo diretto con il paesaggio e le sue linee, ma anche con l’uomo, la sua economia e la sua tradizione, comunicando un rapporto a doppio senso che evidenzia profondo rispetto, conoscenza, territorialità e passione.

“Il motivo per il quale utilizzo la pietra in alcune mie opere architettoniche, è perché questo tipo di materiale è in grado di trasmettere un senso di calore, non solo strutturale, ma anche umano. Quando scelgo la pietra, intendo trasmettere il mio sentimento di relazione e unione con gli altri, attraverso l’impiego di un materiale che profonda calore, come è appunto in grado di fare la pietra naturale” così Kuma descrive il suo personale utilizzo della pietra. Un rapporto consolidato, che nel corso dell’incontro è emerso più volte nella descrizione che l’autore ha regalato di alcune tra le sue opere internazionali più rappresentative. L’attenzione al significato intrinseco che abita ogni opera è uno tra gli elementi che maggiormente caratterizzano la produzione di Kuma.
Ne è chiara testimonianza l’idea progettuale che starà alla base del suo intervento architettonico in occasione delle prossime Olimpiadi in Giappone. “In effetti non è stata ancora presa alcuna decisione definitiva, ma sono già stato interpellato per iniziare a lavorare su alcuni progetti, per i quali prevedo un utilizzo il più ampio possibile di materiali naturali, fra cui appunto la pietra. C’è un motivo specifico: quando ci sono state le ultime Olimpiadi a Tokyo, Kenzo Tange fece largo impiego del calcestruzzo, ma esisteva una motivazione precisa. A quell’epoca il Giappone viveva un periodo molto florido, di espansione economica, mentre ora viviamo tempi di crisi, siamo in una situazione totalmente opposta. Ecco perché io mi voglio “allontanare” dall’elemento cemento e utilizzare materiali assolutamente naturali, per fare in modo che il visitatore delle Olimpiadi riesca a cogliere a pieno lo spirito del Giappone in questo particolare momento storico”. Una visione poetica quanto politica che richiede una profonda conoscenza della cultura e della tradizione del Paese natale da parte di Kengo Kuma: “In Giappone esiste una tradizione antica legata all’utilizzo della pietra, ma solo in alcuni distretti del Paese. Oggi però stiamo assistendo a una tendenza verso il passato e l’utilizzo di materiali naturali e propri del territorio, come appunto la pietra” ci spiega l’autore. “Personalmente ho un forte legame con questo elemento, ne ho fatto ampio utilizzo nelle mie opere: sono solito utilizzare la pietra ricavata dai distretti in cui viene coltivata, solo così riesco a creare il giusto equilibrio tra il costruito e l’esistente”.

La Lectio Magistralis ha visto gli interventi di saluto del Comune di Verona con il Consigliere Comunale Francesco Spangaro, di Veronafiere con Vittorio Di Dio, Responsabile delle Relazioni Esterne, dell’Ordine degli Architetti di Verona con l’arch. Laura De Stefano, ed è stata introdotta dall’architetto Vincenzo Pavan, coordinatore degli eventi culturali di architettura di Marmomacc.

A chiusura dell’evento Marmomacc ha poi accompagnato Kengo Kuma a visitare alcune cave in Lessinia, per permettere all’autore di toccare con mano uno tra i più importanti patrimoni naturali del nostro territorio.

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