L CONSORZIO PROSECCO DOC RILANCIA LO STOCCAGGIO

di admin
come strumento di governo dell’offerta nelle Denominazioni di Origine A tutela del sistema produttivo e del consumatore. Treviso, 7 maggio 2014. Gestire una Denominazione importante come quella del Prosecco Doc, prima in Italia per volumi e per valori non è affatto semplice. Richiede scelte oculate, prudenza e lungimiranza. La Doc Prosecco è un’area di 20.000…

Ci sono alcuni strumenti che il Consorzio ha deciso di utilizzare in tale direzione, ad esempio lo stoccaggio e il blocco impianti ovvero il mantenimento degli attuali 20.000 ettari almeno fino al 2017.
“E’ in particolare lo stoccaggio di una parte della produzione annuale – precisa il Presidente del Consorzio di tutela della Doc Prosecco Stefano Zanette – che in rapporto ad altre misure ha rivelato tutta la sua efficacia come strumento di governo del delicato equilibrio tra domanda e offerta. Tale provvedimento, adottato dal Consorzio fin dalla campagna vendemmiale 2012, migliorato con la campagna 2013, sarà sottoposto all’approvazione della prossima Assemblea annuale dei Soci anche per il 2014 al fine di garantire un solido futuro a un patrimonio del territorio che attualmente supera il miliardo e 200 milioni di euro di valore ma presenta ancora ampi margini di crescita”.
“ Almeno per il momento – commenta il Presidente dell’Unione Italiana Vini Domenico Zonin – ritengo giusto che il prodotto stoccato nel 2013 rimanga bloccato perché il valore del Prosecco Doc sfuso è ancora abbastanza stabile e non essendosi registrate tensioni particolari nel prezzo, non si avverte la necessità di calmierare il mercato. L’eventuale svincolo di tutta o parte della produzione stoccata lo deciderà solo l’andamento del mercato nel prossimo futuro. Alle aziende – prosegue Zonin – interessa che il prezzo di negoziazione sia il più stabile possibile negli anni e finora si è riusciti a mantenerlo equilibrato garantendo un giusto guadagno ai produttori e a tutta la filiera. Lo dimostra l’impennata di registrazioni degli ultimi anni e in particolare i numeri di questo primi mesi 2014, molto positivi: febbraio, marzo e aprile hanno registrato un +30% delle richieste di certificazione rispetto allo stesso periodo 2013. Come produttore/esportatore – conclude Domenico Zonin – sono fermamente convinto che questa strategia adottata dal Consorzio sia prudente e lungimirante e auspico prosegua nel futuro”.
“Condivido del tutto l’opinione di Zonin – gli fa eco Giancarlo Moretti Polegato, responsabile del settore spumanti di Federvini – Lo stoccaggio è uno strumento che più di ogni altro ha dimostrato la sua forza. Si tratta di un ammortizzatore che ha già dato i suoi frutti e ritengo vada utilizzato anche in futuro per gestire il valore di un prodotto importante come il Prosecco Doc, all’insegna della stabilità, evitando speculazioni e forti oscillazioni che possono rivelarsi deleterie per il mercato in generale ma soprattutto nell’export dove il Prosecco sta registrando i suoi risultati migliori”.
“La nascita della Denominazione Prosecco nel 2009 – specifica il Presidente Stefano Zanette concludendo – ha portato alla messa a dimora di nuovi vigneti che arriveranno a piena maturazione, quindi al massimo della produttività, tra il 2014 e il 2015, prima di raggiungere la prevista stabilizzazione. In questa delicata fase di assestamento è necessario compiere dei sacrifici per favorire al Prosecco il futuro lungo e florido che lo attende e si merita. Ciò non solo a evidente vantaggio di tutta la filiera produttiva ma anche per il consumatore finale. Se il mercato non riconoscesse al mondo produttivo il giusto guadagno, sarebbe la qualità a venirne compromessa, con evidente danno del consumatore finale, che invece noi intendiamo tutelare”.

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