Festa del Lavoro? Ma chi vogliamo prendere in giro!

di admin
I sindacati, una delle cause della impossibilità di creare lavoro in Italia, hanno festeggiato la festa dei lavoratori. L’Italia, notoria Repubblica basata sul lavoro, sta sbandando pericolosamente e solo con una buona iniezione di debito pubblico come negli anni 80 si potrà recuperare un situazione tranquilla. Calma indotta da psicofarmaci quale il credito in abbondanza…

Con le Istituzioni, che da tempo sono autoreferenziali, che ultimamente cercano e coprono con la loro mano santa tutte le stupidità e le assurdità del momento per avere quache voce amica. E’ come se i ladri dessero istruzioni al capo della POLIZIA. Poi sui media controllati sempre da loro questi signori vengono a riversare ed a parlare giustamente di legalità e di rispetto delle istituzioni. Qui si sta forzando la democrazia e i cittadini , come quelli del Veneto ma anche di altre regioni, si stanno ribellando alle stupidità mediatiche o alle verità usate come grimaldello per far passare azioni inique e di parte. Al massimo viene concesso di parlare dei forconi basta che gli intervistati siano dei poveri stupidi o gente che non sa dire. In una democrazia rappresentativa, quando la rappresentatività viene meno, le lobbies, come quella sindacale , o quella dei magistrati, o quella della Confindustria di Stato fanno quello che vogliono. Siamo diventati una oligarchia sempre meno rappresentativa del popolo e più del potere, il quale come nel Gattopardo, cambia pelle e assume le vesti di un Renzi. Renzi, nel quale confidiamo per qualche riforma vera, non è stato eletto, i parlamentari sono stati nominati, il Capo dello Stato è stato eletto solo col consenso del 20 o del 30% del popolo. Ma con queste condizioni, con gli americani in crisi che devono esportare la guerra per mantenere efficienti le loro industrie belliche, con l’Europa che mentre si da delle regole ferree per il debito va in cerca di rogne con la Russia.. Cari lettori, spogliatevi , se ancora ne avete dalle infrastrutture culturali dei nostri medi a di Stato e se vogliamo salvare il modello Italia, di poeti, navigatori, artigiani e lavoratori, riprendete le vostre radici e da li si riparte con il rispetto dei ruoli e delle singole realtà.

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