VINO E MERCATO RUSSO. ISTRUZIONI PER L’USO. SERVONO PAZIENZA E COSTANZA

di admin
Consigli per vendere il vino in Russia: il mercato è promettente, tra l'altro ama molto l'Italia e i suoi vini, ma richiede pazienza, costanza e fedeltà agli interlocutori che vi siete scelti sin dal primo approccio. Non disperate mai, potrebbe volerci anche qualche anno per aprire tutte le porte, ma quando sarete riusciti ad arrivare…

Questo il quadro delle operazioni tracciato da Anna Alekseyeva, dal giornalista Dmitry Fedotov e dal manager aziendale Vladislav Volkov nel corso del workshop “Mercato russo: istruzioni per l’uso”, ospitato a Vinitaly nello stand della Regione del Veneto per spiegare il percorso d’affari a quanti volessero commerciare con questo grande, interessante e interessato mercato dell’Est.
Un’azienda italiana che vuole entrare nel mercato russo – è stato detto – deve avere prima di tutto tanta pazienza, e poi fare tanta promozione, anche e forse meglio invitando da lei i possibili acquirenti, così da presentarsi anche con il proprio territorio e la propria storia: per i russi le radici sono importanti, come le emozioni e il contenuto anche culturale di una azienda. In questo approccio diretto l’Italia parte favorita perché i russi ci vengono sempre più volentieri ed è la quarta meta turistica.
Se vuoi entrare nel mercato russo nel 2020 – hanno chiarito i relatori – devi iniziare da adesso ad accostarti a quel mercato, corteggiando anche a lungo gli importatori. E non mollare se non si raggiungono subito i risultati previsti. Soprattutto non tradire l’importatore: se cambi una volta, la seconda non è detto che trovi altri importatori disponibili; dunque è meglio essere fedeli.
Anche la politica è importante: quello russo è un mercato che ha sfaccettature di protezionismo che spesso rispondono a motivazioni politiche, ma ci può essere un blocco totale che dopo un anno sparisce. Avere un supporto di tipo politico può essere utile – stata la conclusione – sapendo però che in Russia un appuntamento politico lo si deve chiedere anche sei mesi prima.

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